Il campo del Mazza riscaldato dalla geotermia per far giocar meglio la Spal

Il teleriscaldamento cresce: ora Barco, Specchi e appunto lo stadio. La rete dell’acqua calda verrà estesa a impianti pubblici e aperta ai privati Il progetto sul tavolo dei tecnici: le serpentine sotto il terreno e in tutte le strutture 

FERRARA. Da quando il Comune ha scoperto l’acqua calda a Casaglia circa mezzo secolo fa, per poi metterla a regime nel 1990, è stato un continuo ampliare la rete di teleriscaldamento in varie zone della città.

Un sistema collaudato che consente di produrre energia con fonti rinnovabili a beneficio dell’ambiente.


«Il Comune - spiega l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi - guarda con molto interesse alla geotermia al punto che è in progetto l’ampliamento della rete del teleriscaldamento anche nelle altre zone della città».



Attualmente sono quasi 24 mila le utenze abitative servite dalle rete geotermica (erano 22mila 4 anni fa) quasi un quarto del totale, per complessivi 160 chilometri di tubazione.

«Tra le zone interessate all’allargamento delle rete geotermica - dice Modonesi - ci sono i nuovi insediamenti dell’Acer nelle via Gatti Casazza al a Barco e Panetti al Doro, quartieri a nord della città. Ma l’interesse è anche a sud verso via Bologna e in particolare nella zona del Palaspecchi, una volta realizzato il progetto di ristrutturazione. La vera chicca però è un progetto suggestivo, l’utilizzo delle geotermia per servire lo stadio “Paolo Mazza”. Se la Spal, come tutti ci auguriamo, si manterrà su questi livelli calcistici, occorrerà predisporre nuove fonti di energia, ci hanno chiesto infatti un sistema per riscaldare il campo di gioco e questo sarà realizzato dal teleriscaldamento, che provvederà poi a fornire ovviamente anche l’acqua calda per gli spogliatoi e tutti i servizi legati allo stadio».

La geotermia è un sistema di riscaldamento a distanza che si basa sulla distribuzione a singoli edifici dell'energia termica (calore) prodotta nei poli di produzione dalle fonti rinnovabili disponibili nel territorio: geotermia, smaltimento dei rifiuti tramite il termovalorizzatore di via Diana e raccolta e distribuita da un grande impianto centralizzato a Cassana. Dal 1995 Hera ha avviato il sistema energetico integrato.

Tra le fonti di energia termica fornite dal polo energetico di Cassana il 41% viene prodotto dalla geotermia (71,7 GWh), il 43% dal termovalizzatore (74,2GWh) e il 16% dalle centrali a gas metano (27,4 GWh).

Un sistema integrato di teleriscaldamento fornisce calore da fonti rinnovabili a basso impatto ambientale, dal recupero termico e dalla cogenerazione, ma anche da fonti tradizionali come le caldaie a metano. In termini di benefici ambientali a Ferrara rispetto all’energia prodotto nel 2016 si è evitato l’emissione di oltre trentacinquemila tonnellate di anidride carbonica e 44 tonnellate di ossido di azoto.

É invece definitivamente tramontato il progetto presentato 5 anni fa per costruire la centrale per Polo Energie Rinnovabili», predisposto da Hera, che prevedeva di potenziare lo sfruttamento delle risorse geotermiche ricavate dal sottosuolo ferrarese, e che si configurava come un esempio avanzato di progetto eco-compatibile. La resistenza soprattutto dei cittadini residenti, prima di via Pomposa e poi di Malborghetto, dove la centrale doveva essere costruita ha fatto cambiare i piani.