Tre intossicati in casa, giallo sulle cause

Il fatto accaduto in Via Mambro, due persone in cura alla camera iperbarica a Ravenna. Indagini rompicapo di polizia e vigili del fuoco: nell'appartamento non ci sono tracce di monossido di carbonio  

Intossicati dal monossido, giallo in via Mambro sulle cause

FERRARA. Tre intossicati da monossido di carbonio, due di loro trasferiti alla camera iperbarica di Ravenna, e indagini rompicapo da parte di polizia e vigili del fuoco, durate tutto la giornata di ieri senza arrivare a capire la fonte della intossicazione: è un vero mistero il fatto accaduto in una casa di via Mambro, alle prime ore di ieri, quando attorno alle 3 è scattata la chiamata di soccorso da quella casa: «Sto male, mandate un’ambulanza».



Lui, un cittadino romeno, 22enne che chiamava lamentando forte mal di testa e malori, è stato subito trasferito a Cona dove è stato scoperto dopo esami approfonditi durati ore il motivo della sonnolenza e dei forti dolori che avvertiva: intossicazione da monossido di carbonio, una patologia ricorrente quando in una casa vengono respirati i gas di combustione di caldaie o camini difettosi. Così, dal Pronto soccorso dell’ospedale di Cona, dove il giovane romeno è stato trattenuto è scattato l’allarme anche per gli altri abitanti della casa.

 

Così nella sua abitazione in via Mambro si sono subito recate diverse auto della polizia, del 118 e dei vigili del fuoco. E sono iniziati i sopralluoghi all’interno e soprattutto gli accertamenti tecnici sulla possibile fonte dell’intossicazione che sembra però non abbiano evidenziato alcuna perdita di gas da nessuna parte, anche dall’esterno, nel caso vi fossero infiltrazioni da tubazioni di altre case. Nel frattempo le due donne che abitano nella stessa casa, una cittadina romena di 40 anni e una ragazza albanese di 34 anni sono state trasportate all’ospedale per essere sottoposte ad esami: qui al Sant’Anna di Cona, anche i controlli sulle donne hanno dato esito positivo e la prima è stata trasferita assieme al ragazzo romeno alla camera iperbarica di Ravenna, mentre l’altra, che aveva livelli bassi di intossicazione, ha rifiutato il ricovero.

Questo dal punto di vista sanitario, mentre dal punto di vista investigativo le ipotesi circolate erano le più disparate. Ma senza nessuna certezza sulle possibili cause. Quello che è emerso, tuttavia, in modo particolarmente evidente, sono stati i commenti dei vicini raccolti ieri dalla Nuova Ferrara. «Siamo veramente esasperati, visto che questa famiglia viene visitata quasi settimanalmente dalla polizia che quindi la conosce molto bene e questo non fa certamente bene a tutti noi abitanti».

«Qualche inquilino si è trasferito da altra parte perché non ne poteva più mentre qualcun altro ha avvertito il padrone di casa ma senza risultati». «Non vogliamo fare commenti troppo forti - aggiunge una signora - ma in realtà non sappiamo granchè di questi nostri coinquilini». «E adesso, ci mancava anche l’intossicazione – conclude un’altra vicina – ma di che cosa? Non ci creeranno anche pericoli per la nostra incolumità ?»