Un'estate straordinaria per il turismo

Una spiaggia affollata di bagnanti ai Lidi

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

FERRARA. È un’estate straordinaria. Di turisti quanti non se ne vedevano da tempo, riportano le tabelle delle presenze nelle strutture ricettive della costa, prima conferma alle impressioni raccolte con lo sguardo ai lidi di Comacchio. Un’estate straordinaria, aperta con un altisonante +47,5% di pernottamenti in provincia nel mese di giugno, con la presenza di stranieri quasi raddoppiata (+90,8%), e che a luglio ha fatto registrare un altro incremento a doppia cifra: +17,5% per un totale mensile di 785mila pernottamenti, come a dire oltre 25mila al giorno – anticipazione sui dati che la Regione validerà martedì. Bene. Meglio che nella riviera romagnola dove il periodo gennaio-luglio si è chiuso con gli arrivi a +10,5% e i pernottamenti a +7,1%, mentre nel Ferrarese (con i lidi a far la parte del leone), per lo stesso periodo, i dati ufficiali dicono +15,3% e +28,3%.


Turisti che riempiono gli stabilimenti balneari, testimoniano gli operatori del settore. Le stime dei bagnini della Cna raccontano di un’Italia acquartierata sotto l’ombrellone, per un +16% di presenze in spiaggia rispetto allo scorso anno, con punte adriatiche che a queste latitudini toccano il 25% di incremento.


Un’estate che ricorderemo a lungo per le ondate di caldo ininterrotte, settimane senza un temporale a rompere l’assedio. A temere il cielo, che le poche volte in cui si è chiuso ha scaricato tempeste di danni. Il meteo è stato alleato prezioso per gli imprenditori della spiaggia; tra giugno e luglio in particolare ci sono stati appena otto giorni di pioggia contro i quindici del 2016, che per di più furono concentrati nei weekend.

Sulle rotte della ricerca di refrigerio a medio e breve raggio, i dati mirabili possono essere in parte spiegati anche così, con il caldo tosto e le scarse precipitazioni. Per le vacanze lunghe e sulle grandi distanze, le dinamiche sono necessariamente altre.


Sui mercati stranieri il nostro turismo sta raccogliendo i frutti delle politiche e degli investimenti avviati dai consorzi e dalle amministrazioni pubbliche. Ma beneficia, anche, del fatto che quest’angolo di mondo è considerato sicuro, a più livelli.


Duecento chilometri a Sud, la costa tra Ancona e Pescara sconta l’effetto terremoto. Quanti tra gli habitué di agosto, sorpresi nella notte dalla scossa delle trecento vittime, sono tornati? Quanti invece hanno scelto altri lidi, spinti anche dal perdurare dello sciame sismico, che sembrava non voler finire, e dalle polemiche ancor più lunghe sugli sfollati ospitati negli alberghi? Quanti di essi sono venuti qui?


La sponda Sud del Mediterraneo, peggio. Decisamente. Gli aeroporti che brulicavano di turisti europei, attirati da mete a portata di voli low-cost, sono vuoti. Svuotati dal terrore. Il Medio Oriente è infiammato dalla guerra in Siria, e in Turchia, in quello che era considerato il Paese più stabile della regione, bombe e colpi di kalashnikov non hanno risparmiato gli stranieri. In Tunisia poi, dall’attacco ai bagnanti sulla spiaggia di Hammamet, nell’estate del 2015, i principali resort per occidentali neppure hanno riaperto. La Libia è ciò che tutti conosciamo. Egitto e Marocco? E chi si fida?


Il terrorismo ha dirottato i flussi turistici, accorciando gli spostamenti degli europei. L’aumento del traffico veicolare e i dati di transito ai caselli autostradali parlano chiaro: il Brennero è tornato ad essere la porta privilegiata delle vacanze, con uno sbocco importante sull’Alto Adriatico.


E’ un’estate straordinaria. Ma non ci si può cullare sugli allori, né confidare nelle disgrazie altrui. Non sarebbe giusto né utile.


Credo, invece, che si possa e si debba approfittare di quest’anno benedetto per il turismo, di ciò che ha portato in termini di risorse, per migliorare l’offerta preparando nuove stagioni di successi. Investendo e strutturandosi. Vale per i privati come per le pubbliche amministrazioni.
Buona domenica.


Luca Traini