Chikungunya, anche Ferrara mobilitata per il Lazio

Anche Ferrara concorre, assieme alle altre province emiliane, alla raccolta straordinaria di sangue organizzata per affrontare la grave carenza che si è determinata nel Lazio dopo la moltiplicazione...

Anche Ferrara concorre, assieme alle altre province emiliane, alla raccolta straordinaria di sangue organizzata per affrontare la grave carenza che si è determinata nel Lazio dopo la moltiplicazione dei casi di infezione da Chikungunya, virus veicolato dalla puntura della zanzara tigre. «Noi inviamo tutte le sacche raccolte al Centro trasfusionale di Ferrara da dove vengono trasferite a Bologna, al Centro regionale sangue - spiega il direttore provinciale dell’Avis, Florio Ghinelli - Sulla base della disponibilità, le sacche eccedenti (e la nostra regione è tra quelle più “generose” d’Italia) vengono poi inviate verso le regioni dove si registrano carenze importanti».

Il Lazio è tradizionalmente, precisa Ghinelli, tra i territori che ricevono sangue donato in Emilia Romagna, come Sicilia, Sardegna e Toscana. In questi giorni, alla richiesta ordinaria, si è aggiunta nel Lazio quella provocata da alcune decine di casi di infezione (una cinquantina fino a 2-3 giorni fa) che hanno comportato il blocco delle donazioni di sangue (28 giorni) per i donatori considerati a rischio, che vivono cioè nei territori dove si è riscontrata la presenza delle zanzare infette (tra questi alcuni municipi della capitale).

Il fermo-donazioni ha causato una carenza quotidiana di sangue, nella capitale, di circa 200-250 sacche: per colmarla si sono mobilitate le altre regioni, tra cui l’Emilia Romagna. Il caso-Lazio, dove il fenomeno ha assunto proporzioni rilevanti dal punto di vista sanitario, non è rimasto isolato. Ma poche sono al momento le infezioni, sempre provocate da zanzare, registrate in altre regioni, tra cui le Marche, la Lombardia e la stessa Emilia Romagna, dove è stato individuato un caso a Modena. L’infezione si manifesta dopo un periodo di incubazione che va da 2 a 12 giorni con sintomi che comprendono febbre, dolori articolari molto intensi, mal di testa, dolore muscolare ed eruzioni cutanee. «Dobbiamo iniziare a capire che le zanzare non sono solo fastidiose, ma anche pericolose - conclude Ghinelli - che la disinfestazione non deve farla solo l’istituzione pubblica ma è un dovere anche per i privati nell’ambito di loro competenza. Purtroppo molta gente ignora o preferisce ignorare questo impegno che tutela tutti i cittadini».