Tasse “fantasma” ai Comuni

Corte dei Conti: Aipa risarcisca dei mancati incassi 9 amministrazioni ferraresi

I soldi dell’imposta pagata dai cittadini non finivano nelle casse dei Comuni, nove dei quali ferraresi, ma sui conti intestati al presidente della società di riscossione. È andata avanti così per cinque anni, tra il 2008 e il 2013, poi la Guardia di Finanza di Lecco ha fermato l’Aipa (Agenzia italiana per le pubbliche amministrazioni spa) e il suo presidente Daniele Santucci, che nel frattempo ha subìto anche una condanna penale. Ora arriva anche la sentenza della Corte dei conti che ha condannato l’Aipa a risarcire i Comuni “clienti”, dell’equivalente del danno provocato dalle imposte di pubblicità riscosse e non versate. Si tratta in totale di 430.597 euro da dividere per 98 Comuni emiliano-romagnoli e 2 lombardi, tra i quali diversi ferraresi: si tratta di Berra, Argenta, Masi Torello, Migliarino e Migliaro (nel frattempo confluito in Fiscaglia), Mirabello e Sant’Agostino (ora diventati Terre del Reno), Ro e Goro. Il risarcimento più alto è di 22mila euro, certo non si tratta di cifre che possano rendere floridi i bilanci dei Comuni, tanto più che l’Aipa è ora in amministrazione straordinaria per una sentenza del tribunale di Milano che ne dichiarò l’insolvenza. «Per quanto riguarda non ci facciamo illusioni, bisogna vedere se e quando si riuscirà ad incassare effettivamente quei soldi - spiega Eric Zaghini, sindaco di Berra, che dovrebbe recuperare qualche migliaio di euro - La sentenza della Corte dei conti va comunque apprezzata. Ora quei canoni, in particolare le affissioni, sono in gestione diretta da parte del Comune. Non ci eravamo accorti di nulla? No, ma si trattava di cifre basse».

In effetti il meccanismo ideato da Aipa era riuscito a tener nascosto ai Comuni l’attività illecita: il programma informatico gestionale della società era configurato in modo che per le imposte riscossi e affluite sui conti non venissero emessi gli atti di accertamento, e che non rientrassero tra le somme da rendicontare ai Comuni. Questi ultimi non erano quindi in grado di verificare l’effettiva riscossione e i contribuenti non erano destinatari di provvedimenti di riscossione coattiva. (s.c.)

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