Arrestato a Ferrara il complice del killer

Attentato di Marsiglia, catturato dalla polizia il fratello di Ahmed Hannachi Anis, 25 anni, individuato dopo una vasta operazione antiterrorismo

Era a Ferrara il fratello del killer di Marsiglia.

Anis Hannachi, 25 anni, è stato arrestato sabato sera dai poliziotti della Digos di Bologna e di Ferrara con l’accusa di partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell’attentato alla stazione di Saint-Charles costato la vita a due ragazze di 17 e 21 anni.


Gli inquirenti ritengono che abbia avuto un ruolo tutt’altro che secondario nella pianificazione del duplice omicidio compiuto domenica 1º ottobre dal fratello maggiore, Ahmed, ucciso dalla polizia francese subito dopo il massacro.

A carico di Anis - unico dei fratelli Hannachi ancora ricercato dopo l’arresto in Tunisia di Anwar ed Emma - era stato spiccato un mandato di arresto europeo da parte delle autorità francesi. L’attenzione degli inquirenti da giorni si era concentrata su Ferrara, avviando «un’articolatissima attività investigativa» coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione-Ucigos. C’erano elementi, dunque, che hanno indotto gli investigatori a ritenere che Anis Hannachi si nascondesse proprio a Ferrara.

Un primo blitz aveva dato esito negativo, ma la svolta è arrivata quando la Digos ferrarese ha acquisito informazioni preziose sugli spostamenti del ricercato. Sabato sera il giovane è stato dunque individuato in una strada cittadina e arrestato. Ora si trova nella Casa circondariale dell’Arginone, a disposizione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Bologna.

Fonti non ufficiali davano Anis in fuga dalla Tunisia e sbarcato in Sicilia su uno dei barconi che percorrono le nuove “rotte fantasma” dei migranti clandestini. La sua presenza sul territorio nazionale sarebbe stata però intercettata dall’Antiterrorismo, e la successiva attività investigativa ha permesso di collocare il fuggitivo proprio a Ferrara, dove con ogni probabilità Anis ha potuto contare su qualche contatto e appoggio.

L’operazione è stata resa possibile grazie a un’ampia collaborazione con le Autorità di Parigi, sia tra le strutture antiterrorismo che a livello giudiziario, in particolare con la Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la Procura della Repubblica di Roma. Ulteriori particolari dell’arresto saranno resi noti oggi nel corso di una conferenza stampa, ma tutto porta a ritenere che il ruolo di Anis nel massacro di Marsiglia sia stato di primo piano.

Secondo gli accertamenti svolti dagli inquirenti francesi all’indomani della tragedia, il killer Ahmed non era noto come jihadista e non aveva dato segnali di radicalizzazione. Il fratello Anis potrebbe essere l’istigatore e il mandante del duplice omicidio.

Tutta da verificare, e da ricostruire, l’eventuale rete di conoscenze e aiuti che Anis potrebbe aver trovato a Ferrara, dove si ritiene abbia compiuto una tappa tutt’altro che casuale durante la sua fuga.

Su di lui ora gravano accuse pesantissime: partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell’atroce uccisione delle due giovani cugine alla stazione di Marsiglia, un attacco che ha suscitato orrore e sdegno.