Carife, sulle parti civili tiro incrociato delle difese

Aumento di capitale, i legali degli imputati “riducono” la platea dei danneggiati Chiedono al giudice di escludere molti azzerati e le associazioni consumatori

Una pioggia di eccezioni per cercare di sfoltire la platea delle parti civili, l’esercito di danneggiati (oltre 1.200, ma sarà il giudice a decidere chi ha i requisiti per essere ritenuto tale e chi no) che vogliono presentare il conto ai 12 imputati del procedimento giudiziario in corso per l’aumento di capitale Carife andato in porto nel 2011, uno dei tanti passaggi del tentativo di salvataggio della banca locale fallito con la risoluzione del 2015. Hanno iniziato a presentarle ieri al giudice Piera Tassoni i legali delle difese che continueranno a produrre anche oggi istanze e memorie nell’aula ricavata nel teatro del Centro Quadrifoglio, a Pontelagoscuro, che ospita i lavori dell’udienza preliminare. Tra i legali che hanno presentato le loro richieste al giudice c’erano anche Pierfrancesco Fasano e Barbara Benedini, avvocati dello studio milanese che rappresenta l’ex presidente Carife Sergio Lenzi e l’ex direttore generale Daniele Forin. Come hanno fatto anche altri colleghi, hanno suddiviso le parti civili fissando una discriminante: l’effettiva partecipazione all’aumento di capitale. Chi non ha sottoscritto quelle azioni ma le ha acquistate al di fuori dell’operazione, chi possedeva obbligazioni ma non ha acquistato le azioni e chi non ha prodotto la documentazione richiesta o non l’ha depositata completa (a causa della mancata consegna da parte della banca, ha lamentato qualche parte civile), a parere delle difese non dovrebbe essere ammesso. Come pure le associazioni dei consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Codacons, Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino) che avrebbero uno scopo sociale troppo generico per essere riconosciute tra i danneggiati, mentre per Adusbef sarebbe stato contestato lo svolgimento di una effettiva attività a Ferrara all’epoca dell’aumento di capitale.

«Ci aspettavamo questa richiesta da parte delle difese - commenta Gianni Ricciuti (Movimento Difesa del Cittadino) - ma confidiamo in una decisione contraria da parte del giudice». Alberto Dolcetti, portavoce degli Azzerati, Sergio Finessi, azionista e parte civile, chiedono «che la politica non ci lasci soli e preveda un meccanismo specifico (individuando i relativi fondi) per dare ristoro anche agli azionisti. Oltre all’udienza di oggi, del 19 e 30 ottobre, già fissate in agenda, il gup ne ha aggiunte tre (14, 22 e 29 novembre) dedicate alla discussione e alla sentenza.