Terrorismo, arrestato in Svizzera un altro fratello di Anis

Dopo la cattura di Ferrara, è finito in manette anche  Anouar Hanachi: una cellula jihadista su base familiare all'origine dell'attentato di Marsiglia

Arrestato terrorista a Ferrara

FERRARA. Dopo Anis, l'indottrinatore, anche Anouar Hanachi finisce in carcere, bloccato in un Centro di registrazione per rifugiati in Svizzera in attesa dell'espulsione e di un eventuale avvio della procedura di estradizione da parte della Francia. L'ultimo dei fratelli di Ahmed, il killer che davanti alla stazione di Saint-Charles ha accoltellato a morte le cugine ventenni Laure e Marianne, è stato fermato domenica sera (8 ottobre) con la moglie dalla polizia del Canton Ticino, ma la conferma che si tratti proprio di lui è arrivata solo oggi, 10 ottobre. La polizia federale elvetica non ha fornito ufficialmente il nome ma ha diffuso una nota in cui definisce «un fratello» di Ahmed e la moglie una «minaccia per la sicurezza interna della Svizzera», ordinandone l'espulsione dal territorio federale.

Terrorismo, arrestato a Ferrara il fratello dell'attentatore di Marsiglia

«L'uomo - scrive la Fedpol nel comunicato - è uno dei fratelli del presunto attentatore di Marsiglia ed è già noto ai servizi di polizia esteri per i suoi legami col terrorismo di matrice jihadista». «La misura disposta», prosegue la polizia, «è una misura amministrativa basata sull'articolo 68 della legge federale sugli stranieri. Le due persone saranno incarcerate in vista della loro espulsione, ovvero fino a quando non saranno stati definiti i dettagli relativi all'esecuzione della decisione di espulsione». Al momento, sostiene ancora la polizia svizzera, «non è chiaro se e quale ruolo abbia avuto» Anouar nell'attentato di Marsiglia.

Saranno le indagini dei francesi ad accertarlo, ma sia l'intelligence transalpina sia quella tunisina lo avevano comunque segnalato come personaggio pericoloso e vicino ad ambienti radicali. Potrebbe dunque, così come il fratello Anis arrestato dall'antiterrorismo italiano la sera di sabato a Ferrara, aver contribuito a quel processo di radicalizzazione che ha portato il fratello Ahmed a compiere la strage a Marsiglia. E potrebbe aver avuto un ruolo, di supporto logistico o altro, nella preparazione dell'attentato.

Per ricostruire quanto accaduto nei giorni precedenti e immediatamente successivi al 1 ottobre, i contatti dei fratelli Hanachi, le persone che hanno incontrato e i loro movimenti, stanno lavorando in stretto coordinamento le autorità di sicurezza di Francia, Italia, Svizzera e Tunisia, analizzando le spese effettuate con le carte di credito, le celle e i tabulati telefonici, gli accessi ai vari social network. E non è affatto escluso che alla fine ci si trovi di fronte ad un «jihad familista», come lo ha definito proprio ieri il comandante del Ros, il generale Pasquale Angelosanto.

«Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha spiegato - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica, Come già avvenuto negli attentati di Boston, al Bataclan o in Belgio». Anouar e la moglie sono stati bloccati domenica, ma in Svizzera erano arrivati nella serata di sabato: quando a Ferrara è scattato l'arresto di Anis la presenza dei due nel Centro per richiedenti asilo di Chiasso era già stata segnalata alle autorità svizzere da quelle italiane. Gli accertamenti per capire cosa ha fatto la coppia prima di varcare il confine svizzero sono in corso, ma alcune risposte sono già state acquisite. La prima è che i due sono passati dall'Italia, molto probabilmente provenienti dalla Francia; la seconda è che al momento «non ci sono evidenze», dice una qualificata fonte italiana, che Anouar e la moglie si siano incontrati a Ferrara con Anis; la terza è che non risultano contatti particolari dell'ultimo dei fratelli Hannachi con l'Italia, anche se è ancora da verificare un suo eventuale 'transitò in passato nel nostro paese, come è avvenuto per Anis quando nel 2014 sbarcò a Favignana e poi venne espulso