Il “giardino della guarigione” per anziani non autosufficienti

Il giardino delle Felicità. Il 21 ottobre si inaugura a Ferrara nella casa residenza anziani della Cidas in via dei Tigli il più grande giardino terapeutico dell’Emilia Romagna e uno dei più...

Il giardino delle Felicità. Il 21 ottobre si inaugura a Ferrara nella casa residenza anziani della Cidas in via dei Tigli il più grande giardino terapeutico dell’Emilia Romagna e uno dei più articolati in Italia. La Cra offre accoglienza a 189 anziani non autosufficienti e/o con problemi cognitivi. Sono 100 i lavoratori impegnati tra operatori socio sanitari, animatori, assistenti, infermieri, medici, fisioterapisti, personale amministrativo. Questa articolata struttura, come altre gestite dalla Cidas, offre servizi a regime di accreditamento, ma anche a libero mercato. Per migliorare la vita degli ospiti la coop ha investito risorse per realizzare un Healing garden: un giardino terapeutico di notevoli dimensioni (2.500 mq) il cui progetto è stato affidato a l’architetto Monica Botta, paesaggista esperta nel settore. Botta è infatti co-direttrice del corso di Therapeutic landscape design al Politecnico di Milano, attivato per la formazione specifica sugli healing gardens e sul verde terapeutico, e si dedica con grande passione a questi temi. Pur vivendo a Novara, l’architetto l’estate scorsa è stata costantemente presente per modificare o perfezionare singoli dettagli, anche sulla base dei suggerimenti dei terapisti.

Healing significa guarigione. Parola impegnativa se pensata per persone con gravi problemi cognitivi e fisici e dunque prive parzialmente o del tutto di autosufficienza. Il requisito essenziale in progetti di questo tipo è l’accessibilità: dal lato fisico, visivo e sociale gli ospiti debbono trovare sostegno per muoversi e godere in sicurezza del giardino. Per quanto riguarda invece le linee guida della progettazione, ecco le figure di riferimento: Cooper Marcus, Barnes e Naomi Sachs, studiosa di paesaggi punto di riferimento per Botta. Queste ricerche nel tempo hanno permesso di studiare e realizzare percorsi, punti di riferimento, incroci e confini, oltre che a mettere a punto l’arredamento, la vegetazione e altri elementi di decoro simbolico o funzionale. Studi decennali (le prime esperienze sono nate in America negli anni Ottanta) hanno ampiamente dimostrato come attività ludiche e di socializzazione a contatto con la natura migliorino la qualità della vita contribuendo alla restituzione di stimoli cognitivi che aiutano a far riaffiorare memorie del passato e appartenenze.

E’ utile a tutti visitare questo luogo, (ed è previsto che parenti o visitatori potranno beneficiare dello spazio insieme ai loro congiunti) perché solo attraversandolo si può comprendere come il giardino rappresenti un’occasione quotidiana di autonomia, bellezza e partecipazione attiva allo sviluppo delle piante, la cui scelta non è casuale ma finalizzata al processo di cura. Il nome Giardino della felicità può forse sembrare azzardato. Eppure sin dall’inizio del cantiere, gli ospiti hanno iniziato a prendere confidenza con il “loro” giardino, a volersene appropriare: fiori e arbusti sapientemente disposti, consentiranno di “adottare” piante seguendone il percorso di crescita, di sviluppare sensazioni olfattive e visive, di dedicarsi alla cura di piccoli orti pensili che potranno essere seguiti dalle persone in carrozzina. La pavimentazione dei vialetti, realizzata in materiale anti-trauma, dispone di zone con apposite attrezzature per la riabilitazione e di aree per ospitare piccoli gruppi in conversazione o attività ricreative. La toponomastica indicherà con nomi evocativi percorsi che faciliteranno gli accessi. Verbene, rose, piante officinali, graminacee, fioriture differenziate regaleranno sorprese anche nelle stagioni dove la natura è più silenziosa e apparentemente ferma.

L’importanza degli stimoli emotivi, l’ascolto di suoni o la percezione degli odori che giungono dalle piante e dal vento rappresenta una vera terapia. Persino spostare una sedia decidendo se metterla all’ombra o al sole significa domandarsi e rispondere in prima persona a un bisogno o a un desiderio: attraverso piccoli gesti, gli ospiti del giardino di via dei Tigli avranno occasione di riconquistare in sicurezza un po’ della propria autonomia, un piacere spesso dimenticato.

Monica Bracardi

La guida allo shopping del Gruppo Gedi