Visco nel mirino per i crac Ex Carife: l’avevamo detto

Maiarelli (Fondazione) e Ferretti (azzerati): sul caso ferrarese dubbi dall’inizio Bratti (Pd): ho votato sì ma il rischio è di far danni. Marattin: rilievi non su Carife

Il governatore Vincenzo Visco messo sotto accusa in questi giorni dal Pd per la vicenda banche è un momento atteso da molti, a Ferrara. Tutti quelli che, a partire dagli azzerati per arrivare fino al sindaco Tiziano Tagliani, per anni si sono posti domande, e in certi casi dato risposte abrasive, sulle responsabilità della banca centrale nella catena di eventi che hanno portato al crac Carife. «Cosa debbo dire, noi siamo anche andati in tribunale per vedere riconosciute le colpe di Bankitalia - è la reazione di Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife - Mi sembra una presa di posizione doverosa ma tardiva, io quelle cose le ho scritte pochi giorno dopo il decreto Salvabanche. Non so come andrà a finire questa vicenda, se Visco sarà confermato o meno, leggo appelli delle istituzioni di serrare le fila... Noi andiamo avanti in Consiglio di Stato cercando di ribaltare la sentenza negativa del Tar, ancora non abbiamo una data per l’udienza. E penso anche a chi non ha mai avuto la soddisfazione di vedere una sentenza addirittura sul commissariamento, richiesta quattro anni fa». Il riferimento è ad Andrea Malfaccini, deceduto due giorni fa dopo aver inseguito invano un pronunciamento giudiziario.

Le accuse nei confronti di Visco, è bene ricordarlo, sono di aver tirardato ad intervenire sugli istituti barcollanti, ma un azzerato come Ubaldo Ferretti non ha potuto trattenere un moto di soddisfazione, «anche se non so quanto questa vicenda possa aiutare la nostra causa, credo per nulla...». Da Ferretti arrivano sei domande per la commissione interparlamentare, a partire dai motivi del commissariamento per arrivare allo stop alla ricapitalizzazione da parte del Fitd («un fondo privato, e poi Tercas e Cesena sì e noi no»), passando per la mancata registrazione della delibera dell’assemblea del 30 luglio 2015.

A proposito delle ripercussioni del caso Visco sui ferraresi, c’è chi lancia un preciso allarme: «Non credo che il Governo sarà meglio disposto con noi, che stiamo cercando di portare a casa riconoscimenti per gli azionisti e il totale rimborso degli obbligazionisti - è l’osservazione di Alessandro Bratti, deputato Pd - La mozione del mio partito l’ho votata, c’era molta confusione quel giorno e comunque voto il 99% dei documenti Pd, ma mi riservo qualche rivievo: è un’iniziativa estemporanea, non coerente con il lungo lavoro che stiamo facendo sulle banche. Per trovare responsabilità politiche bisognava basarsi sulle risultanze della Commissione d’inchiesta, pure partita in ritardo, e su quelle penali si pronunceranno i magistrati».

Esulta Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega Nord: «Il Pd ha ufficialmente scaricato Visco per mettere una pezza sugli svarioni e le responsabilità delle varie crisi bancarie di questi ultimi anni, compresa Carife. Lo si sacrifica adesso, per ragioni elettorali, ma è di nomina politica quindi è come se Renzi e Gentiloni ammettessero le loro responsabilità». La conclusione, per Fabbri, è una sola: «Si ritiri una volta per tutte il Salvabanche e si restituisca agli azionisti Carife quanto perduto».

Il più in imbarazzo su questa uscita Pd, ispirata a quanto sembra dallo stesso Matteo Renzi, è il consulente governativo Luigi Marattin, da sempre schierato sulla tesi che il crac Carife è colpa degli amministratori. «È normale e legittimo che il dibattito ferrarese si concentri sul ruolo di Bankitalia nella vicenda Carife, ci mancherebbe altro. Ma la mozione Pd non è mica su Carife - è la sua difesa - Il giudizio su Bankitalia prende in considerazione molti altri aspetti (Mps, venete, Npl, ndr). Non ho mai nascosto dubbi sulle venete, ad esempio». E Carife? «Penso che i responsabili del suo dissesto siano gli amministratori di quella banca. Mi dispiace deludere - conclude Marattin - ma non sono tra quelli che cambia opinione quando cambia il clima (ammesso che sia cambiato, e non penso) o quando gli conviene di più». (s.c.)

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