Nuova raccolta rifiuti, resta il rebus sulle tariffe

Saranno definite solo con il regolamento atteso tra circa un mese. La preoccupazione degli esercenti nell’incontro all’Ascom con Hera e Comune di Ferrara

FERRARA. «Insomma, alla fine, quanto pagheremo»? Le oltre due ore di confronto, venerdì 20 ottobre all’Ascom, sul nuovo sistema a tariffa puntuale di raccolta dei rifiuti, ha chiarito diversi aspetti legati all’impatto sulle attività commerciali, ma ha lasciato in sospeso l’interrogativo che più di tutti ronza nella testa dei diretti interessati: quali saranno i concreti benefici? La risposta arriverà soltanto quanto sarà pronto (si stima tra un mesetto) il nuovo regolamento tariffario, da definire attraverso i dati ricavati da questa fase di sperimentazione; ma a spanne, ha spiegato Samuele Zanardello (che per Hera ha già seguito l’introduzione della tariffa puntuale in altre città) si stima che a Ferrara il costo del conferimento dell’indifferenziata si assesterà tra i 4 e i 9 centesimi al litro.

Si tratta, in ogni caso, di un parametro molto relativo, perché il reale vantaggio del nuovo sistema si misurerà anche e soprattutto, è intervenuta l’assessore comunale all’Ambiente Caterina Ferri, dalle buone pratiche di ogni utente: meglio differenzio, e meno pago. L’obiettivo - e l’obbligo - è quello di arrivare al 70% di differenziata entro il 2020; con il suo 56,8% raggiunto nel 2016, Ferrara si colloca nella metà dei “cattivi” nella lavagna regionale, e da due anni a questa parte deve perciò contribuire finanziariamente al Fondo Incentivante destinato invece ai Comuni virtuosi, con conseguenze negative sulla Tari adottata finora. Per questo, ha sottolineato, «il nuovo sistema nasce da ragioni di convenienza economica, oltre che di civiltà».

L'incontro all'Ascom dedicato alle utenze non domestiche


Niente da obiettare, da parte dei commercianti presenti, che però non hanno nascosto le loro preoccupazioni per gli aspetti pratici, e tariffari, della questione. A spiegarne l’impostazione è stato Stefano Cintoli di Hera, insistendo sull’importanza - per gli utenti - di saper individuare le modalità più adatte al loro caso, a cominciare dalla scelta del contenitore in cui mettere l’indifferenziata: dal più piccolo (il sacchetto da 30 litri da gettare nei contenitori a calotta) fino ai cassonetti di grandi dimensioni (dal 240 fino a 1.700 litri) che Hera provvederà a ritirare. La scelta è infatti destinata a incidere sull’importo della quota variabile di base che, insieme alla quota fissa e alla quota variabile aggiuntiva, compone l’intera tariffa.

L’impianto, rispetto alla Tari, è profondamente diverso perché a pesare sulla quota variabile non sono i metri quadrati dell’edificio, ma la reale quantità di rifiuti indifferenziati prodotta, e calcolata - non diversamente dalla bolletta della luce - attraverso un “contatore”, premiando così i virtuosi.

Il contatore, in questo caso, è il contenitore scelto: più piccolo sarà, più convenienza avrà l’utente perché da questo dipenderà il numero di conferimenti inclusi nella quota base. Ogni sforamento rispetto ai conferimenti stabiliti, andrà a ingrassare la quota variabile aggiuntiva. «Attenzione però a scegliere un contenitore grande - ha avvertito Cintoli - perché è indicativo di una maggiore propensione a produrre rifiuti. Col rischio, in caso di quantità sovrastimata, di pagare più del dovuto, perché il ritiro di un cassonetto semivuoto vale quanto uno pieno».

Come capire dunque qual è il contenitore più adatto? Il “trucco” è mettersi a differenziare al meglio perché, come ha testimoniato il gestore del Mc Donald’s di via Bologna, potrebbero arrivare piacevoli sorprese: «Ormai di indifferenziata ne produco pochissima». Non è bastato però a tranquillizzare i commercianti. I più allarmati sono i titolari di bar e ristoranti: «Come faccio a controllare i clienti? - si è chiesto il titolare dei Giardini di Florens - Mica potrò dividere l’immondizia gettata nei cestini. O pagare altro personale per farlo». «In via Darsena - si è lamentata la titolare del Sebastian Pub - sono spariti i cassonetti, e siamo disperati. Separare i rifiuti in effetti riduce tantissimo l’indifferenziato, ma senza supporto logistico siamo in difficoltà». Il nuovo sistema, hanno replicato Alessio Stabellini (Comune) e Sandro Berghi (Hera) non sarà una svolta, ma un percorso: «Come i cittadini si stanno abituando a differenziare, così avverrà per le attività commerciali. Un bar dotato di contenitori separati, indurrà la stessa clientela a differenziare».

Alessandra Mura
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi