Due tonnellate di droga: spuntano altri indagati

Ferrara, gli accertamenti sul carico sbarcato a Lido Spina e sequestrato dai carabinieri. Si cercano i basisti. La partita poteva essere destinata al Centro Italia
L'INCHIESTA: EROINA E NUOVE DROGHE SINTETICHE. IL MERCATO A FERRARA

Due tonnellate di droga: hashish e marijuana stipati in novanta cartoni

FERRARA. Le indagini portano al Centro Italia, dove presumibilmente doveva andare la droga, le 2 tonnellate di marijuana sequestrate dopo lo sbarco a Lido Spina. I primi riscontri degli investigatori dell’Arma dei carabinieri, di Comacchio e Ferrara, indicano che la marijuana in parte restava qui, andava nella capitale, a Roma, e in Toscana: non a caso i furgoni noleggiati (in realtà sono ancora intestati ad una società di noleggio, ma sarebbero stati ceduti a persone ora ricercate) provengono da lì. Ma non è solo questa la novità che emerge dalle prime di indagini, poichè dopo l’arresto di uno degli autisti-manovali, un giovane albanese di 19 anni, sono in corso le verifiche sugli altri tre scappati al momento del blitz dei carabinieri: si conoscono anche le loro identità, e sono ricercati ma occorrerà tempo per verificare dove siano finiti, probabilmente tornati in patria, l’Albania, da dove arriva il carico di 2 tonnellate, dove vi sono gruppi legati alla mafia albanese, capaci di gestire, programmare e spedire carichi di questo genere.

Ma non si fermano qui le indagini. Anzi dal Ferrarese si spostano anche in Romagna, dove vi sarebbero contatti e spunti investigativi che portano sempre allo stesso punto: dietro le due tonnellate vi sono tante e tali ramificazioni, «un mondo e scenari mai visti prima» avevano spiegato i carabinieri. Poichè da quanto si apprende, spuntano negli atti degli investigatori di procura e e carabinieri anche i nomi di altri indagati. Su chi siano e quale ruolo abbiano vige il più ristretto riserbo investigativo: è possibile dunque ipotizzare che si tratti di chi ha aiutato il gruppo di trafficanti, qui in Italia, non solo in Centro Italia ma anche nel Ferrarese.

D’altronde, come già spiegato a ridosso del grande colpo messo a segno come operazione antidroga (il più importante sequestro di tutti i tempi nel Ferrarese, top ten italiana), la gestione di una quantità di droga del genere, il modo con cui è stata portata qui in Italia, sbarcata e trasportata, fa presumere che vi possano essere dei basisti, gente che conosce i luoghi (Lido Spina, nei pressi della riserva naturale di Vene Bellocchio), che possa aiutare l’associazione stoccando la droga in magazzini della zona, e poi distribuirla via via nelle altre zone d’Italia. Ferrara come abbiamo già riferito sempre più Hub, centro di distribuzione della droga. Ma occorrono, basisti, operai e manovali: fidati. Qualcuno che conosca il tratto di mare antistante lo sbarco, che abbiano in dotazione piccole imbarcazioni da usare per recuperare i pacchi di hashish ammarati e poi galleggiando trascinati a riva in catena uno dopo l’altro: 90 pacchi di hashish che gli esperti dicono essere di altissima qualità commerciale.

Daniele Predieri