«Lavoro, indeboliti gli ispettori»

Cgil, Cisl e Uil dal Prefetto: tagli al salario, strumenti inadeguati

Tutte le sigle sindacali e di riflesso il personale dell’Ispettorato del lavoro sono stati informati che il Fondo unico per il salario accessorio non solo non è stato certificato, impedendo quindi di riflesso le progressioni economiche ma che, addirittura, c’è rischio di drastico taglio retroattivo dal 2015. È scattato quindi lo stato di agitazione con presidi a Roma al Mef e a Ferrara davanti alla Prefettura. La prevista riforma dei servizi affidati alla nuova agenzia è di fatto una incompiuta e poco credibile, poiché è pensata a “costo zero”, sono le lamentele portate all’attenzione del Prefetto da Cgil, Cisl e Uil. Il personale ha quindi stigmatizzato diverse criticità, tra cui il salario accessorio maturato e non percepito, la mancata attuazione delle nuove progressioni economiche da parte del ministero del Lavoro sebbene già previste nelle precedenti contrattazioni; inesistente e inidonea formazione del personale; carenza di strumenti sia informatici che di banche dati a disposizione; strumenti attualmente inadeguati ed utilizzo da parte degli ispettori della propria autovettura per svolgere le proprie mansioni; sperequazione economica tra personale; rideterminazione uniforme del trattamento di missione Inl-Inps– Inail; sicurezza nello svolgimento dell’attività ispettiva, carenza di personale, sia amministrativo che ispettivo. «L’obiettivo ci sembra la riduzione dei controlli» hanno denunciato i sindacati.

Nessuna risorsa aggiuntiva è stata reperita per la predisposizione di un contratto integrativo, mentre sembra arrivino fondi per procedere all’assunzione di nuovi ispettori, di personale amministrativo e dirigenti. «Il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro deve intervenire a difesa, tutela e riconoscimento del ruolo di tutto il personale, con particolare attenzione al ruolo rivestito dal personale ispettivo». (m.g.)