«Clara non deve chiedere l’Iva sui rifiuti ai cittadini»

Agguerrita la consigliera Tomasi: siamo pronti alla battaglia La risposta dell’azienda: soldi girati allo Stato, senza quelli tariffe in aumento

COMACCHIO. «L’Iva del 10% non è dovuta e Clara deve smetterla di chiederla ai cittadini». È pronta alla battaglia la consigliera della Lega Nord, Maura Tomasi: «La devono smettere di prenderci in giro ed anche il sindaco, vista la nostra “grande forza” all’interno del gruppo dovrebbe iniziare a farsi sentire. Invece tutti zitti, chissà perché». La Tomasi, che è anche avvocato, ha già le carte pronte e dopo un’interpellanza che presenterà nel prossimo consiglio c comunale pensa anche a indicazione da dare ai cittadini per recuperare quanto versato. «L’Iva sulla tassa dei rifiuti non era e non è dovuta - spiega la Tomasi - E questo per un motivo piuttosto semplice: si tratta appunto di un’entrata tributaria che, in quanto tale, non costituisce il corrispettivo di un servizio reso. Nonostante le interpretazioni espresse dall’Agenzia delle Entrate, quindi, la tariffa rifiuti non deve essere assoggettata a Iva: in questo modo si apre la porta ai rimborsi per i cittadini, che possono richiedere le somme illegittimamente versate oltre agli interessi legali a decorrere dal giorno di pagamento».

Sì, ma cosa può fare l’amministrazione comunale? «Quando il Comune è entrato in Clara - va avanti la consigliera - hanno venduto la cosa come la manovra più conveniente del mondo. Hanno detto che finalmente Comacchio avrebbe avuto voce, che per i cittadini sarebbe stato un gran vantaggio. Noi al momento di vantaggi non abbiamo visti, anzi. E nonostante l’ennesima sentenza della Corte di Cassazione nessuno ha mosso un dito». In passato l’azienda aveva già chiarito la situazione. L’Iva viene incassata sì da Clara, che però la gira direttamente allo Stato. La società deve comunque versare il 10% e per “sopravvivere” lo chiede ai cittadini in proporzione ai consumi. Non incassarlo vorrebbe dire più spese e quindi un possibile aumento delle tariffe.


«La solita storiella che raccontano per tenerci buoni - fa presente la Tomasi - e a noi cosa importa? Se una tassa non si deve applicare, non si applica e basta. E il fatto di aumentare le tariffe è solo una minaccia cui il Comune, appunto, dovrebbe dire no. Insomma, cosa siamo entrati in Clara per fare? Quali sono in pratica questi vantaggi?». Le riposte verranno chieste in consiglio, mentre sarebbe già pronta, fornita direttamente dal Codacons, il modulo per chiedere il rimborso. Ma anche qui attenzione, aspettare sempre indicazioni da chi sta approfondendo la vicenda.
 

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