In ventimila senza card per aprire le calotte

Non solo guasti, rifiuti fuori posto anche per la mancanza di tessere

La rivoluzione dei rifiuti

FERRARA. Tra i lettori che hanno telefonato in redazione per segnalare disagi e disservizi legati all’introduzione della nuova modalità di raccolta dei rifiuti indifferenziati con calotta c’è anche un uomo, residente in città, che ha spiegato di non aver ritirato la carta smeraldo a causa della coda «troppo lunga. Avevo 60-70 persone davanti nel sito di distribuzione vicino al centro commerciale “Le Mura” - ha dichiarato - e ho dovuto rimandare. Tornerò, sperando però di non dover perdere un’intera giornata per procurarmi la tessera». Mentre l’attenzione della città e delle sue istituzioni si concentra sulla presenza della spazzatura che per alcuni giorni ha reso indecorosi interi scorci del centro di Ferrara occupati da mucchi dell’immondizia accatastati attorno alle isole ecologiche, si profila una nuova emergenza.

I dati forse possono aiutare a capire che una parte del problema dipende dalle migliaia di carte smeraldo che non hanno ancora un utilizzatore. «Ne abbiamo distribuite almeno 50mila - calcola Sandro Berghi, responsabile per il distretto di Ferrara del Servizio Ambiente di Hera - ma all’appello ne mancano almeno altre 20mila». Un numero notevole che contribuisce a spiegare la proliferazione di sacchi del pattume mal conferiti, cioè abbandonati a terra o smaltiti in cassonetti impropri, destinati cioè ad accogliere diverse tipologie di raccolta differenziata, a iniziare dal verde.

Ferrara non si merita questa immondizia

L’incertezza sulla quantità di carte ancora in giacenza negli uffici di Hera è legata a diversi fattori. Uno è rappresentato dal fatto che il reale utilizzatore del servizio “puntuale” viene identificato attraverso la consegna della carta smeraldo, mentre il sistema Tari, in vigore fino al 31 dicembre, è legato più ai dati di proprietà e occupazione (affitto) dell’immobile. In teoria attualmente la bolletta può essere pagata da un utente che non coincide con l’intestatario del contratto, da gennaio sarà legata ai conferimenti effettuati dal titolare della carta smeraldo.

Casi, non quantificabili, che aprono una visuale su un aspetto definito «rilevante» dagli stessi tecnici di Hera: l’aggiornamento delle volture. Questione che si intreccia in queste settimane con la contingenza prodotta dalla cancellazione del numero programmato in tre corsi di laurea dell’università di Ferrara. Risultato: invasione di studenti, mercato degli affitti saturo e impennata delle volture. L’introduzione della Tari, in passato, ha comportato il passaggio della gestione della banca dati da Hera all’Ufficio Tributi del Comune, che ora deve fornire alla multiutility gli elenchi delle posizioni registrate. Liste che scontano anche qualche ritardo e in parte da rivedere a causa della rapidità con cui cambiano le intestazioni dei contratti.

Berghi (Hera): ecco come si inserisce il sacchetto della spazzatura nella calotta

«Probabilmente l’adozione di questo sistema porterà a un aumento delle utenze - argomenta Berghi - e ad una ripartizione dei costi meglio spalmata sulla popolazione». Hera annuncia che «entro la terza settimana di novembre le calotte dovrebbero essere introdotte anche nelle zone del Comune dove attualmente l’indifferenziata si getta in cassonetti accessibili a tutti. All’appello manca ancora una buona porzione di territorio: Borgo Punta, Villa Fulvia, Cona, Quartesana e tutta la zona del centro medievale, dove recentemente si sono registrati casi di abbandono dei rifiuti contro i muri dei palazzi, dopo la modifica dei passaggi settimanali per il ritiro della carta e della plastica. L’avvio della raccolta con contenitori a calotta in centro storico, una delle zone più popolose del capoluogo, richiederà una particolare accortezza nella comunicazione e nell’organizzazione del servizio da parte di Hera e spirito civico e di collaborazione da parte dei cittadini. Discariche a cielo aperto a due passi dal Duomo o dal Castello assesterebbero un danno micidiale a una città che non lo merita. (gi.ca.)
 

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