Tagliani: ora avanti con la tariffa puntuale. Le regole in Consiglio

Il sindaco chiede pazienza: è un cambiamento epocale. La scelta di avere bollette più eque presa all’unanimità 

Le nuove calotte per i rifiuti sono arrivate in via Piangipane

FERRARA. Si apre ora in Commissione e in consiglio il passaggio più atteso della “rivoluzione dei rifiuti”, la definizione delle tariffe che sarà all’ordine del giorno entro la fine dell’anno. Si tratta, in sostanza, di ripartire con un criterio del tutto nuovo la spesa dei 25 milioni annui pagati a Hera per i servizi forniti, premiando i cittadini - e di riflesso i Comuni - più virtuosi.

Tradotto, si chiama tariffa puntuale ed è il punto di approdo, come spiega il sindaco Tagliani, di un percorso cominciato nel 2014.

In principio c’erano le discariche, poi il termovalorizzatore. Oggi l’approccio alla gestione dei rifiuti dovrà essere del tutto diverso.

«Ferrara è stata tra le prime in Emilia Romagna a chiudere, nel 1999, le discariche per i rifiuti solidi urbani, il sistema di smaltimento meno corretto dal punto di vista ambientale. Alla chiusura delle discariche è seguito l’investimento per realizzare il nuovo inceneritore, determinando tariffe sui rifiuti importanti, tra le più alte della Regione».

Diciotto anni dopo, qual è la situazione?

«È profondamente diversa; la tariffa è ferma da tre anni ed è tra le più basse in Regione se si esclude Soelia».

Il passaggio successivo sarà lo smantellamento progressivo degli inceneritori, anche attraverso il nuovo sistema a tariffa puntuale.

«Già nel 2014, all’unanimità, il consiglio comunale ci ha chiesto di lavorare sulla tariffa puntuale, in base alla quale si paga sulla base dei rifiuti indifferenziati prodotti. Ci siamo rivolti a Hera, con la quale il contratto di gestione scade a fine 2017, perché volevamo un gestore che conosceva il territorio e non era opportuno bandire una gara senza avere ancora elaborato un sistema definito. La tariffa puntuale ha l’obiettivo di disincentivare la produzione di rifiuti indifferenziati e premiare il cittadino che differenzia. Si compone di una quota fissa, per garantire diversi servizi forniti da Hera, e da una quota variabile, il cui importo dipenderà dal comportamento dei cittadini: più differenzio, meno pago. L’obiettivo è abbattere la produzione di indifferenziata, per arrivare poi - a livello regionale - a un progressivo smantellamento degli inceneritori. Una scelta vantaggiosa per la salute, oltre che più equa nei confronti dei cittadini virtuosi. Prima il pagamento dei servizi a Hera veniva ripartito in modo uniforme, senza distinguere tra chi faceva o no la differenziata. Ora chi non smaltirà in modo corretto pagherà di più».

Questo per quel che riguarda la filosofia del sistema. Ma sulla sua applicazione pratica?

«Se in consiglio erano tutti uniti per la tariffa puntuale, non c’è stato altrettanto accordo sui disagi e sui costi politici, per la necessità di cambiare abitudini secolari. L’ipotesi-calotte è stata scelta dopo uno studio di fattibilità commissionato ad Atesir e un ragionamento con la Regione ».

Molti si sono lamentati perché la carta Smeraldo non è stata recapitata a casa.

«Convocare gli utenti nei Centri Hera ci dava l’occasione per poter illustrare loro il nuovo sistema. Ma attraverso la Carta Smeraldo si possono anche sanare posizioni non emerse o non regolarizzate, come mancati cambi di voltura o mancati pagamenti Tari. E l’emersione dell’evasione, con l’allargamento della platea degli utenti, a sua volta contribuirà ad abbassare le tariffe».

Tanto dipenderà anche dalla qualità della raccolta differenziata.

«Un esempio incoraggiante proviene da Pontelagoscuro, dove tre mesi di sperimentazione hanno determinato una crescita del 4% della differenziata in tutta la città, una quota che è la somma della crescita totale negli ultimi tre anni. L’obiettivo è arrivare al 70% di differenziata nel 2020. Oggi Ferrara è sotto il 60%, e questo le impone di contribuire al Fondo premiale per i Comuni virtuosi, con ripercussioni sulla bolletta. Con la tariffa puntuale sarà invece Ferrara a ricevere incentivi come Comune virtuoso. A contribuire all’abbassamento della tariffa sarà anche il ricavo ottenuto da Hera dalla vendita dei materiali differenziati ai Consorzi obbligatori; quota che quest’anno, con il vecchio sistema, è stata di 1.600.000 euro».

Il rischio furbetti però è da mettere in conto. In questi giorni i cassonetti della plastica traboccano, e non sempre del materiale giusto.

«So bene che questo è un cambiamento epocale, e che richiede sacrifici, ma so anche che Ferrara è una città educata e civile. Poi se parliamo dei mobili abbandonati in piazza Ariostea, questo non dipende certo dai cassonetti a calotta. In questi giorni, per svuotare i cassonetti, abbiamo triplicato i passaggi di Hera. Va anche detto che i problemi maggiori di abbandono di rifiuti ci sono stati in centro: abbiamo fatto 46 assemblee pubbliche, tutte molto partecipate, tranne che in centro. Alla sala Boldini c’erano solo 26 persone».


 

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