Sospesa l’attivazione di nuove calotte a Ferrara

Famiglie senza card e rifiuti ovunque, il Comune corre ai ripari. Più cestini per i turisti, in arrivo anche contenitori specifici per i cani

La rivoluzione dei rifiuti

FERRARA. Hera ha spinto troppo sull’acceleratore e ora è costretta a frenare sul programma di attivazione delle calotte. La frenata, a dire il vero, assomiglia più a una “ghiacciata” perché su 837 nuovi cassonetti finora posizionati nel territorio comunale ferrarese, già 700 possono aprirsi solo con la tessera, e non più pigiando il bottone.

Per il momento, dunque, il fronte delle calotte apribili con la Carta Smeraldo smetterà di avanzare: alle 700 chiusure finora effettuate non ne saranno aggiunte altre finché la copertura del ritiro della tessera non raggiungerà livelli sufficienti. A darne notizia è lo stesso sindaco Tiziano Tagliani: «Abbiamo chiesto a Hera di rallentare il programma-calotte, perché ci sono ancora 20mila utenti su 74mila che non possono usare i nuovi cassonetti dell’indifferenziata, perché privi di Carta Smeraldo»

Calotte in tilt, cassonetti strapieni: "Assediati dai rifiuti"


Il passo indietro, da parte della multiutility, si è reso necessario per rimediare a un errore di valutazione nell’incrociare i dati relativi ai ritiri. I motivi del mancato possesso della tessera da parte di 20mila utenti sono diversi: ci sono le 3.000 famiglie di Pontelagoscuro che, dopo la sperimentazione dello scorso anno, dovranno ritirare una nuova tessera in vista della sostituzione delle attuali calotte con lo stesso modello in uso a Ferrara; vanno aggiunti i 7.000 utenti del porta a porta che non hanno mai ritirato l’attrezzatura per la raccolta differenziata, altri 5.000 utenti del porta a porta che hanno ritirato l’attrezzatura ma pensano di non aver bisogno della tessera e, infine, 5.000 ritardatari.

Berghi (Hera): ecco come si inserisce il sacchetto della spazzatura nella calotta



La partenza troppo anticipata dell’attivazione della Carta per il conferimento (per il momento ancora gratuito) dei rifiuti indifferenziati ha infatti prodotto, soprattutto nel centro cittadino e nella zona dei licei, i risultati documentati in questi giorni, con cumuli di sacchetti della spazzatura abbandonati per la strada. Si è imposta dunque una corsa ai ripari, a cominciare dalla richiesta da parte del Comune a Hera di frenare sulle aperture con la Carta.

La macchina, però, andrà avanti ancora per questa settimana nelle zone di Francolino, Sabbioni, Pescara, Malborghetto, Villanova, Viconovo e Denore, dove le calotte da far partire sono già state corredate di cartello di avviso. Da quel momento in avanti, però, tutti i cassonetti a calotta da posizionare potranno essere aperti con il pulsante. Da installare infatti ne sono rimasti ancora 363, per raggiungere la quota totale prevista di 1.200, duecento in meno rispetto ai 1.400 contenitori tradizionali da sostituire.

Ferrara non si merita questa immondizia



Ma l’incompleta distribuzione della carta Smeraldo non è stato l’unico deterrente a un corretto conferimento dei rifiuti. Diversi volenterosi muniti di tessera si sono dovuti arrendere di fronte allo “stand by” opposto dal monitor dei cassonetti elettronici. «In qualche caso è stato un errore di comando remoto, ovvero le calotte non erano ancora state attivate - spiega il sindaco - In altri casi le calotte si sono inceppate per qualche problema nell’uso della tessera. È chiaro comunque che una tecnologia di strada deve essere più semplice e più resistente di così, e abbiamo chiesto a Hera miglioramenti anche in questo senso».

In arrivo, infine, anche ulteriori cestini dei rifiuti, in aggiunta ai 1.400 esistenti, di cui una parte destinati alle aree di sgambamento per i cani. Quello delle deiezioni degli animali è infatti uno dei tanti interrogativi (come quello sui pannoloni) sorti con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Per poter gettare il tutto nel cassonetto dell’umido, senza dover essere costretti a ricorrere a costosi (perché ovviamente frequenti) conferimenti nell’indifferenziato , i proprietari di cani e gatti potranno utilizzare sacchetti biodegradabili, così come adottare lettiere vegetali per gatti da inserire a loro volta nell’organico. Solo un piccolo esempio di come la rivoluzione dei rifiuti, che lo stesso sindaco definisce «epocale», è destinata a lavorare ai fianchi delle abitudini quotidiane. «I disagi all’inizio sono fisiologici - conclude il sindaco - sta a noi fare in modo di offrire il sistema migliore e far sì che la fatica di differenziare alla fine venga premiata». (a.m.)
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi