«In Finanziaria un fondo per il risparmio tradito»

La visita di Renzi. L’impegno preso dall’ex premier con gli Azzerati sulla tratta Rovigo-Ferrara. In stazione simpatizzanti e contestatori, dribblati i sit-in di protesta

"Matteo, Matteo, Matteo..." L'arrivo di Renzi a Ferrara

FERRARA. Il “treno di Renzi” si ferma al primo binario della stazione di Ferrara due minuti prima delle 18. La banchina è in assetto di guerra, gremita da una folla solo apparentemente compatta: tra decine di poliziotti in borghese ci sono gli arrabbiati, quelli che aspettano l’ex premier al varco e che scattano con ripetuti “Vai a lavorare” non appena le porte del vagone cominciano ad aprirsi. Immediata, arriva la controffensiva dei supporter: dalla “curva” Pd ingrossata da sindaci e politici ferraresi e sormontata da bandiere Dem, si alzano le voci “Matteo! Matteo!” con un tono sufficientemente alto da coprire - momentaneamente - le contestazioni.

Poco prima sul treno, nel breve tragitto da Rovigo a Ferrara, si è appena compiuta una fragile intesa tra l’ex premier e una delegazione di Azzerati Carife composta da Alberto Dolcetti, Marciano Rocchi e Katia Furegatti. «Renzi si è impegnato a inserire nella Legge di Stabilità un fondo per le vittime del risparmio tradito, per risarcire tutti coloro che sono rimasti esclusi dai rimborsi - riferiscono - Il sottosegretario Baretta ha assunto l’incarico di scrivere il testo e contiamo di ottenere a breve un incontro a Ferrara. Abbiamo voluto cogliere questa opportunità, perché stiamo percorrendo tutte le strade possibili per riavere i nostri risparmi. Quello con Renzi è stato un dialogo franco; ha detto che è dalla nostra parte, ebbene ora lo dimostri. Per noi oggi si apre una speranza», continuano gli Azzerati, che al segretario Pd hanno anche consegnato il documento con le loro proposte: «Oltre al fondo per il rimborso, anche una pressione morale sulla nuova proprietà», concludono.

la delegazione degli Azzerati Carife sul treno di Renzi


Ma fuori dal bozzolo delle carrozze Dem, il clima è tutt’altro che sereno. Renzi dribbla il comitato di “non accoglienza” schierato sotto i portici di fronte alla stazione (Azzerati, Insorgenti, No Salvabanche e Lega Nord) e si infila sull’auto che lo attende nello spiazzo dello scalo ferroviario - tempestata di pugni da un risparmiatore inferocito - che lo deve portare al Meis.

"Vergognatevi!". I risparmiatori traditi contestano Renzi (e Marattin) a Ferrara



Al Museo della Shoah il segretario nazionale del Pd torna a parlare della ferita aperta dal “Salvabanche”, ponendo per il futuro due punti “Salvarenzi”: oltre al Fondo per le vittime del risparmio da inserire in Finanziaria, anche la «piena individuazione dei responsabili dei tracolli bancari».

Ma il bail-in, aggiunge, lo rifarebbe: «Noi rivendichiamo ciò che abbiamo fatto salvando le famiglie e mandando a casa i responsabili delle banche andate in crisi. Bisogna ricordarlo, senza il nostro intervento i risparmiatori non avrebbe trovato più le banche aperte. Adesso lavoriamo per creare un fondo per il risparmio tradito, non stiamo dalla parte di chi ha portato le banche alla rovina con le malefatte, noi siamo accanto ai cittadini».



Ma quelli che lo aspettavano al varco, dietro le transenne, con fischietti, megafoni, sirene e slogan pepati, o anche solo con domande in attesa di risposta, non li ha nemmeno visti. Già un’ora prima erano lì: da un lato gli Azzerati, dall’altro gli Insorgenti e un gruppo di rappresentanti della Lega Nord, circondati dagli agenti del servizio d’ordine. Tutto resta nei confini della protesta e della contestazione. Gli animi si scaldano solo quando un extracomunitario si avvicina ai rappresentanti del Carroccio sventolando una bandiera del Pd, e viene cacciato via al grido di “Venduto”. «Renzi, vieni a fare un giro alla Gad senza la scorta», grida al megafono l’immancabile Naomo Lodi.

Poco più in là, compìti ma non meno amareggiati, gli azzerati, in fila dietro lo striscione che li accompagna, puntuale, anche a ogni udienza del processo Carife. Per tutti parla Ubaldo Ferretti: «Prendo atto che adesso Renzi sta dalla parte dei risparmiatori, non vorrei che lo facesse come il 22 novembre del 2015 quando una domenica, in quattro minuti, ha firmato il decreto che lui chiama Salvabanche ma che noi chiamiamo Ammazzarisparmiatori. Si sta ravvedendo? Bhe, per farlo ormai gli resta pochissimo tempo, al massimo fino alla Legge di Stabilità dove si vedrà se dice il vero o se le sue sono soltanto parole. Noi ormai abbiamo fatto il giro delle sette chiese, ricevendo fino a oggi soltanto promesse, adesso ci vogliono i fatti. Che per noi significano una sola cosa: rimborso totale delle obbligazioni subordinate e delle azioni. Se non otterremo questo risultato, sapremo come reagire. Non dimentichiamo che ci sono le elezioni, non solo nazionali ma anche locali. E si ricordi, Renzi: chi di Finanziaria ferisce di Finanziaria perisce».