I collegi elettorali dividono la provincia Cento col Modenese

Alla Camera stessi listini per tutto il Ferrarese, al Senato no Nel Pd prime fibrillazioni per la selezione delle candidature

Confermate le previsioni della vigilia. La mappa dei collegi redatta dalla commissione di esperti guidata dal presidente dell'Istat Giorgio Alleva, che il governo ha trasmesso al Parlamento senza modifiche ma sottolineando alcune criticità, divide il nostro territorio, scorporando l’Alto Ferrarese negli uninominali di Camera e Senato, ma anche nel collegio plurinominale per Palazzo Madama. E con le basi ormai poste, si registrano le prime fibrillazioni sulle candidature, in particolare nel Pd.

Andiamo con ordine. La geografia elettorale per Montecitorio prevede un collegio uninominale (U04 Camera) per il territorio Ferrarese che va dal capoluogo al mare, mentre la porzione ad Ovest del capoluogo (comuni di Cento, Bondeno, Poggio, Vigarano e Terre del Reno) viene aggregato alla bassa Modenese, Carpi e Soliera escluse (U08 Camera). Significa che un elettore di Ferrara ed uno di Cento troveranno sulla scheda candidati diversi per il maggioritario, ma gli stessi listini per il proporzionale, perché le intere province di Modena e Ferrara costituiscono un unico collegio plurinominale (P02 Camera).

Al Senato, invece, il territorio ferrarese resta diviso anche per la quota proporzionale: l’Alto Ferrarese sta con gran parte dell’Emilia (P02 Senato); la città capoluogo e gli altri comuni con Bologna e la Romagna (P01 Senato).

Per l’uninominale i comuni da Ferrara al mare sono stati aggregati alla bassa Bolognese (esclusa Medicina) e alla fascia dell’Imolese che va dalla pianura al confine con la Toscana fiorentina (U03 Senato). L’Alto Ferrarese sta invece in un collegio dato dall’allargamento verso Sud Ovest di quello per la Camera: include anche Carpi e Soliera e si incunea nel Reggiano fino al capoluogo (U06 Senato).

I collegi così disegnati sembrano favorire candidati con un appeal sovraterritoriale, ma gli aspiranti legati al territorio non hanno preso bene, ad esempio tra i dem, le indiscrezioni sulla possibile candidatura dell’assessore regionale Patrizio Bianchi alla Camera. C’è chi scommette che nella prossima riunione della Direzione provinciale, peraltro attesa da mesi, sarà avanzata la richiesta di una procedura di selezione più diretta e incisiva delle assemblee di sezione con nomi già indicati, anche se sulle primarie c’è il veto di Renzi.

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