Idrovia Ferrarese partono i cantieri del canale Boicelli

Avanti piano un’opera-chiave per l’apparato produttivo Quasi 10 milioni per le “botti” e l’innalzamento di due ponti

Procede a velocità ancor più lenta della corrente del Po in una giornata di magra, il progetto Idrovia Ferrarese, che dovrebbe sbloccare una delle più importanti infrastrutture a servizio dell’apparato produttivo padano e dei porti Adriatici. In questi giorni sono partiti alcuni cantieri in calendario da anni sul nodo-chiave della rete, cioè il passaggio di Ferrara, sbloccati dalla Regione che ha trovato un piccolo spazio finanziario “strappato” ai vincoli delle coperture di bilancio. Si tratta delle due botti a sifone che consentiranno il passaggio dei canali Bianco e Cittadino sotto un canale Boicelli ampliato e rettificato in maniera tale da consentire il passaggio delle navi da carico di Vª classe. Il cantiere fa parte del “pacchetto” di lavori in fase avanzata presentati due giorni fa a Bruxelles, nell’ambito di una giornata di studi sul sistema idroviario in Italia, promosso dalle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, assieme ad Aipo, Sistemi territoriali spa, Provincia di Ferrara, ministero delle Infrastrutture. La parte dei lavori relativi all’Idrovia Ferrarese in fase di affidamento, che valgono 9.840.000 euro, comprendono oltre ai due sifoni, anche la sistemazione del ponte Bardella (zona Vallelunga) e del ponte ferroviario merci di via San Giacomo. Com’è noto ormai da anni, queste strutture devono essere sistemate in maniera tale da ampliare la “luce” tra il pelo dell’acqua e i ponti, visto che le navi di Vª classe hanno bisogno di più spazio di quello esistente.

Il vero nodo restano comunque gli altri ponti cittadini, dal canale Boicelli fino al Volano, tra i quali San Giorgio, la cui progettazione è congelata non solo dai vincoli di bilancio regionale (i soldi sono già stanziati, ma la loro effettiva spesa va “coperta” di volta in volta), ma anche dalla prudenza in merito dell’amministrazione comunale di Ferrara.

A Bruxelles sono anche stati esposti i progetti per rendere completamente navigabile il fiume Po, da Cremona all’Adriatico, che passano per due soluzioni alternative: sistemazione a corrente libera, che prevede di estendere la regolazione dell’alveo di magra, già in parte attuato sul tratto Cremona-foce Mincio, fino all’Adriatico, con la realizzazione di “pennelli” nei tratti più critici per la navigazione; e la regimazione, con cinque sbarramenti per la regolazione dei livelli idrici, tra Cremona e le province di Rovigo e Ferrara, con annesse pompe di navigazione e impianti per la produzione di energia idroelettrica. È stata valutata anche una soluzione mista, ma siamo lontani dalle realizzazioni.

Stefano Ciervo

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