S. Anna, cerimonia con polemiche

L’azienda: ora l’ ospedale è completo. Il M5S: nell’appalto lavori pagati due volte

L’azienda ospedaliera celebra oggi alle 14.30 la chiusura di un capitolo della sua storia. A cinque anni dall’apertura del Nuovo Sant’Anna a Cona (mai ufficialmente inaugurato) la direzione ha deciso di fare il punto sull’ultimazione dei lavori e sui traslochi di servizi che hanno di fatto completato l’assetto del nuovo polo sanitario. Oggi si farà il punto sugli ultimi “aggiornamenti”: il trasloco del centro di riabilitazione San Giorgio, effettuato tre settimane fa, l’andata a regime del rinnovo del pronto soccorso con lo spostamento degli ambulatori dell’accettazione pediatrica e oculistica nelle loro nuove sedi e con il trasferimento dall’ex ospedale di corso Giovecca del servizio di Radioterapia Oncologica.

La cerimonia di oggi ha offerto lo spunto al Movimento 5 Stelle per intervenire sugli “sprechi” dell’ospedale. «Mentre i vertici dell’azienda ospedaliera si apprestano a tagliare il nastro cinque anni dopo l’apertura di un ospedale nato già vecchio e che ha rischiato di prosciugare i conti della sanità regionale, sui lavori che hanno interessato la costruzione di Cona continuano ad emergere nuovi pesanti interrogativi. Uno di questi riguarda, per esempio, il pagamento di una variante ai lavori dell’ospedale che in realtà erano già contenuti e previsti dal progetto originario. Una variante che ha permesso all’azienda costruttrice di poter contare su altri 78 giorni di tolleranza per portare a termine i lavori e “risparmiare” penali per quasi 4 milioni di euro che altrimenti avrebbe dovuto versare», commenta Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che annuncia il deposito, nei prossimi giorni, di un’interrogazione per chiedere alla Regione di fare chiarezza su questo aspetto. «Nello specifico si tratta dell’ampliamento della superficie del Centro didattico e per i laboratori che la relativa perizia attestò a più di 2,5 milioni di euro quando invece questi due interventi erano già compresi nell’astronomica cifra di 137.235.617,5 euro del progetto esecutivo – spiega Raffaella Sensoli – Questo sdoppiamento dei lavori non avrebbe comportato solo un doppio pagamento ma anche un danno per le casse pubbliche. Infatti sarebbero stati concessi altri 78 giorni di tempo utile per completare i lavori in modo da non far pagare i 50mila euro per ogni giorno di ritardo che l’azienda costruttrice avrebbe dovuto versare come penale. Il che significa quasi 4 milioni di euro mai versarti che si vanno a sommare ai 2,5 dei lavori pagati due volte».

Nei giorni scorsi un maresciallo dei carabinieri ha chiesto atti in Comune su un esposto presentato dal M5S.