Stringiamoci alla Spal

La Spal scesa in campo venerdì all'Olimpico contro la Roma

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

FERRARA. Vietato mollare. Con due partite cruciali in prossima successione, la Spal non può permettersi di lasciarsi risucchiare dallo sconforto che appesantisce le gambe, drena lucidità e raffredda i cuori. Non è concesso agli atleti; sarebbe un delitto vi sprofondasse il pubblico – e permettetemi di riunire qui i tifosi che ci sono sempre stati e quelli guadagnati nella scalata rapida dalla Lega Pro alla serie A. Un pubblico appassionato, straordinario, che in cento occasioni ha fatto la differenza, spingendo la squadra a traguardi che con le sue sole forze non avrebbe mai raggiunto, ma che oggi mostra segni di stanchezza, mugugna e qua e là fischia. Che pare non crederci più.


Le sconfitte sono sempre indigeste, anche se maturano all’Olimpico con un uomo in meno per ottanta minuti, e il clamoroso ko interno in coppa è stato una bastonata. Ma la Spal è questa, cosa c’eravamo messi in testa? Una squadra allestita con l’obiettivo dichiarato di puntare alla salvezza e l’ambizione di togliersi qualche soddisfazione. Ha regalato prestazioni ottime in gare dal risultato segnato come la sfida impossibile con il Napoli, e ha clamorosamente mancato partite alla sua portata, che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi – con fame, con grinta.


Tra un mese sarà già tempo di mercato. La società avrà l’occasione di portare a Ferrara un centrocampista vispo, che picchi, morda e rapidamente riparta, di piazzare un colpo in attacco e forse anche uno dietro. Vedremo. Ma prima ci sono il Verona e il Benevento, c’è da raccogliere punti pesanti, sfruttando l’unico vantaggio che l’essere usciti dalla coppa comporta: potersi concentrare sul campionato in un momento chiave. Quando non si può (più) sbagliare.


Vietato mollare, vietato distrarsi. Oggi più che mai la squadra ha bisogno di serenità, di sostegno, della spinta piena e appassionata del suo pubblico. Per farcela serve un ambiente coeso, occorre che la città faccia quadrato, bisogna crederci. I conti li faremo più avanti.
Buona domenica.