Devastata la casa di caccia. Atto teppistico siglato Alf

I vandali bucano un muro, entrano e spaccano tutto.  Scritte con lo spray contro i cacciatori. Danni per almeno 25-30mila euro

LAGOSANTO. La casa di caccia situata nelle campagne laghesi tra Marozzo e Vaccolino è stata gravemente danneggiata da un raid messo in atto l’altra notte da alcune persone che si sono firmate Alf ovvero Aninmal Liberation Front la cui costituzione risale al 1976 in Inghilterra. La casa di caccia di proprietà dell’azienda agricola San Giorgio e dal 1985 è stata data in comodato d’uso alla locale sezione della Federcaccia che raggruppa una quarantina di soci, è stata devastata. Il gruppetto teppistico arrivato a piedi in quanto tutte le sbarre d’accesso sono state trovate con i lucchetti intatti, muniti probabilmente di mazze e scalpelli hanno rotto una parte del muro che si trova nella parte posteriore dello stabile e una volta all’interno hanno devastato tutto quanto trovavano sul loro cammino. Rotti i sanitari, messi fuori uso i tubi dell’acqua, rotte sedie e supellettili varie, rotti tavoli, porte e vetri delle finestre scritto ovunque con spray slogan anticaccia, addirittura imbrattatato con uno spray di colore nero un prezioso dipinto che il pittore laghese Del Greco aveva donato all’associazione e che si trovava sopra il camino, rotto un ventilatore e anche tutte le pignatte. Imbrattati i pavimenti. Si sono salvati solamente il camino e i termosifoni.

«Quando stamattina (ieri per chi legge ndr.) mi sono recato sul posto in quanto dovevo sistemare alcune cose in vista del cenone di San Silvestro non volevo credere ai miei occhi - spiega trafelato Adriano Bui, presidente da una decina di anni della locale sezione della Federcaccia - tutto all’interno era stato divelto e i muri esterni imbrattati di scritte. Probabilmente si sono serviti di un passaggio vicino ad un impianto irriguo e una volta divelto il muro hanno chiuso le finestre con il poliuretano per non far vedere la luce all’esterno ed hanno iniziato la loro opera devastatrice. Ho avvertito i carabinieri che si sono recati sul posto ed hanno avviato le prime indagini. Non ci sono telecamere ne è presente una soltanto nella parte dove sono situati i capannoni dell’azienda agricola. Questa casa era un simbolo della comunità di Lagosanto chi entrava era sempre il benvenuto. Organizziamo sempre diversi momenti conviviali e la concediamo gratuitamente a chi la chiede. Era un autentico gioiellino ma questo fatto, seppure gravissimo, con danni che sono molto ingenti (25-30mila euro ad una prima stima ndr.) non ci piegherà. Siamo pronti a rimetterla a posato. Ringrazio tutte le associazioni, i privati cittadini, il sindaco, che ci hanno telefonato esprimendoci la loro solidarietà e dicendosi pronti a darci una mano».


«Ho telefonato al presidente Bui - afferma il sindaco Arianna Romanini - ed ho rappresentato il dispiacere mio e di tutta la comunità laghese. Un fatto inaudito».