Scatta la solidarietà per la casa di caccia

Mobilitazione dopo l’atto teppistico firmato Alf. I commercianti del paese hanno aperto un fondo cassa

Teppisti devastano la casa di caccia a Lagosanto

LAGOSANTO. Il gravissimo atto teppistico commesso da alcune persone che si son o firmate Alf ovvero Animal Liberation Front, ai danni della casa di cac cia che si trova nelle campagne laghese tra Vaccolino e Marozzo e che veniva utilizzata per ritrovi e momenti conviviali non solo dai cacciatori ma anche da associazioni e privati, ha scosso l’intera comunità laghese. È già iniziata la gara di solidarietà con i commercianti del territorio i quali hanno già annunciato l’intenzione di aprire un fondo cassa pro casa di caccia. «Abbiamo ricevuto tantissime attestazioni - afferma Adriano Bui, presidente della locale sezione Federcaccia - si sono fatte vive tantissime associazioni oltre alla sezione provinciale Federcaccia, al sindaco laghese Arianna Romanini. Questo fatto ci ha addolorato ma la casa di caccia rinascerà come era prima. Ora dobbiamo attendere la visita dei periti dell’assicurazione in quanto siamo assicurati anche contro gli atti vandalici e poi ci rimetteremo al lavoro. Anche oggi (ieri per chi legge ndr.) mi sono recato sul posto e non riesco a capacitarmi di quello che ci hanno fatto».

Al lav oro per risalire agli autori di questo gravissimo atto ci sono anche i carabinieri della compagnia di Comacchio e quelli della stazione di Lagosanto al fine di trovare tracce ed indizi utili alle indagini. In questi giorni sono stati effettuati vari sopralluoghi. Si sta cercando di capire se il gruppo è composto da persone non del luogo ed in questo caso chi è stato il basista o i basisti che hanno indicato loro come poter raggiungere a piedi quel luogo così isolato oppure se si tratta di un gruppo di persone del posto che erano a conoscenza di questo luogo. La casa di caccia di proprietà dell’azienda agricola San Giorgio dal 1985 è stata data in comodato d’uso alla locale sezione della Federcaccia che raggruppa una quarantina di soci. Muniti di mazze e scalpelli hanno rotto una parte del muro che si trova nella parte posteriore dello stabile e una volta all’interno hanno devastato tutto quanto hanno trovato sul loro cammino imbrattando con una vernice spray muri, porte e finestre ed anche un prezioso dipinto del pittore infliggendo danni quantificabili attorno a 25-30mila euro.