Feste con bilanci in rosso: «Qualcosa va cambiato»

Mancano 13mila euro di contributi, la sicurezza costa 40mila euro in più Cavicchi (Delphi): esercenti e albergatori ricevono tanto e partecipano poco

Il Castello si infiamma: benvenuto 2018!

FERRARA. L’eco dei botti di Capodanno, con tanto di pubblico record, si è ormai esaurito e dello spumante del brindisi, sgasato perché in piazza non si possono più portare bottiglie da stappare, ha lasciato un retrogusto amaro agli organizzatori delle feste di piazza. I numeri devono essere ancora infilati l’uno dietro l’altro, ma il bilancio economico delle manifestazioni natalizie e di fine anno sarà senz’altro in rosso, tanto da rimettere in discussione il contratto appena rinnovato per altri tre anni. «La convenzione è stata prolungata prima delle feste e nel frattempo sono cambiate molte cose - è la riflessione di Riccardo Cavicchi, titolare di Delphi International, capofila dell’associazione d’imprese organizzatrici - Le nuove normative sulla sicurezza impongono costi aggiuntivi solo ora definiti, gli introiti sono in calo per diverse ragion. Se continueremo anche nel prossimo triennio ad organizzare noi, sarà necessario ridiscutere diversi punti».

Pesa sui conti finali l’adesione inferiore anche alle previsioni di minima dei negozianti del centro alla colletta per le luminarie, 100 euro a testa di partenza scesi addirittura a 90. In fase di preventivo si contava su 450 adesioni, alla fine il conteggio si è fermato a 310: mancano circa 13mila euro solo da questa fonte. Gli sponsor sono in aumento dal punto di vista numerico, non da quello degli introiti anche perché la pista di pattinaggio spostata dal Giardino delle Duchesse a piazza Verdi ha perso appeal dal punto di vista commerciale. I cenoni, che sono una fonte d’introiti di primaria importanza, sono stati limitati dalla mancanza di disponibilità di Palazzo Racchetta, trasformato in una pizzeria, che non è stato possibile sostituire con una location all’altezza: manca quindi l’equivalente di 200 coperti.

Fontane danzanti in piazza Castello



Sotto il profilo dei costi, la voce che incide maggiormente è la sicurezza. La spesa aggiuntiva per adeguare l’apparato della festa di piazza (vigilanza ai varchi, blocchi stradali a prova di Tir, viabilità) è calcolabile in circa 40mila euro, dei quali 26.774 più Iva a carico dell’amministrazione comunale, che ha dovuto approvare una delibera a tambur battente per l’esborso supplementare. E bisogna tener presente che la festa di San Silvestro si era già dotata di strutture e personale per garantire la sicurezza, tanto da essere citata dalla Prefettura come modello per le altre manifestazioni con grande afflusso di pubblico: c’è da chiedersi come potrà cavarsela chi deve partire da zero sotto questo profilo. Altro fattore di costo incrementale è stato il cantiere del Duomo, che ha costretto gli organizzatori a spostare il grande albero di Natale da un lato all’altro della piazza. È stato così necessario trasportare lì un basamento, e solo questo trasloco è costato 4mila euro.

Possibili correttivi? Ci sono pochi margini sui cenoni, «al 95% i posti sono occupati da turisti che poi dormono qui, e per la notte di San Silvestro le strutture sono già esaurite - ragiona Cavicchi - Semmai bisognerà lavorare con alberghi ed esercizi pubblici, che dalle manifestazioni di fine anno raccolgono tanto partecipando però poco». Note non inedite che però stavolta sembrano suonate con maggiore determinazione. Bisognerà poi affrontare il capitolo Incendio del Castello, la cui edizione 2018 dipende dalla data di avvio dei lavori post-sisma.

La città si prepara intanto a cambiare il vestito della festa. L’8 e il 9 gennaio, infatti, saranno smontate le luminarie, il 10 sarà smontato l’albero, mai così “neutro” nei giudizi.

Stefano Ciervo

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