Spal sforacchiata da Immobile

Immobile mette la Spal in ginocchio

Calcio serie A. Pesante batosta interna dei biancazzurri incapaci di opporsi alle fiammate della Lazio: finisce 2-5

Spal, cori e applausi dei tifosi dopo la batosta

FERRARA. Prima di ritorno e la fase discendente del campionato non poteva iniziare peggio per la Spal. Biancazzurri travolti in casa da una Lazio super, trascinata da un bomber Immobile capace di segnare 4 dei 5 gol ospiti. Immobile, come la difesa di casa, e la mediana. La siderale superiorità laziale si intreccia con gli spaventosi limiti spallini. Orgoglio, generosità, volontà non bastano a colmare il gap.

Alla vigilia Salamon e Floccari erano in forte dubbio per problemi muscolari. Finisce con un 50%: il difensore polacco recupera e gioca, l’attaccante no. Floccari si accomoda in panchina, poi si scoprirà se per onor di firma o a titolo precauzionale o con possibilità di parziale utilizzo. Al suo posto c’è Paloschi, è l’unica variante rispetto al sabato precedente in casa della Sampdoria. Nella Lazio mister Inzaghi scioglie i ballottaggi preferendo Wallace a Bastos in difesa centrale e Lukaku a Lulic come terzino sinistro. Entrambe le squadre difendono “a cinque”. La Spal ha due punte, la Lazio il solo Immobile, supportato da Luis Alberto e dagli inserimenti di Milinkovic. I biancazzurri partono bene, vivaci, brillanti, propositivi. Ma come al solito, o come troppo spesso, pagano immediatamente la scarsa reattività (o attenzione, o qualità) difensiva.

Questa volta il gol, ospite, arriva dopo cinque minuti scarsi (meglio delle altre volte...). Corto rinvio aereo, linea difensiva non sollecita nell’avanzare, e - certo - il concoroso di bravura di Luis Alberto che addomestisca da fuoriclasse, finta, dribbla, salta tre birilli e tocca morbido alle spalle di Gomis. Mazzata devastante. Ma la Spal riesce a metterci subito una pezza grazie all’improvvido rigore che la retroguardia capitolina causa su Paloschi. Antenucci è micidiale dal dischetto.

Spal-Lazio, la curva ricorda il tifoso Massa


Bene così. La Spal se la gioca, Lazzari sgasa a più riprese, l’intuito del collettivo è propositivo. Il divario di qualità è però impressionante. Felpata, tecnica, la Lazio non si scompone, costruisce, affonda con irrisoria facilità. L’azione del raddoppio è da manuale, da Lukaku a Luis che pesca immediatamente Immobile: Salamon tagliato fuori, Gomis trafitto dal bomber. Gara apparentemente chiusa al 26’, quando Milinkovic imbecca ancora Immobile che brucia Vicari e batte rasoterra, triplicando. Ecco: 3 gol al passivo in 26 minuti, mica male la media spallina. Tutto al netto della straripante superiorità laziale. Che squadra, che spettacolo, che gioco! Verrebbe da dire che la Spal non può competere a questi livelli, epperò gli uomini di Semplici hanno orgoglio smisurato e saltano alla gola dell’avversario.

Lazzari, galvanizzato dalle sirene di mercato, gioca ai suoi massini livelli, Antenucci fa il bomber anche in A e punisce gli sbandamenti del reparto più fragile della Lazio, la retroguardia: 2-3 alla mezz’ora. Non ci si annoia. Oltretutto un attimo dopo Paloschi ha la colossale occasione del clamoroso 3-3, poi sfiorato-mancato anche dallo stesso Antenucci. Il “Mazza” è una bolgia, trascinante in quanto trascinato. Ma poi si torna lì, alla difesa spallina: lei fai “bù” e va nel panico. Allo scoccare del 41’ la testina di Immobile torna ad ampliare il vantaggio ospite. Ok, questa volta è proprio fatta.


In avvio di ripresa la Spal si presenta col 4-4-2, già che Salamon è sostituito da Rizzo. Quest’ultimo inventa subito una magia, ma il solito Immobile poco dopo cala il poker personale. Bisogna fare di conto: 2-5. Per la Lazio sembra la partitella del giovedì, però la Spal prova lo stesso. Palo di Viviani, occasionissima di Felipe.
Giù il sipario. La salvezza non possava dalla gara di ieri, che però ha ribadito l’urgenza di rinforzi. Veri, di qualità. Che siano a Ferrara già per la ripresa degli allenamenti. Altrimenti per la Spal sarà sempre più dura.