Spese sanitarie degli irregolari «I soldi statali non bastano»

I costi sostenuti dal sistema sanitario per curare i cittadini stranieri irregolari fanno sobbalzare la Lega. L’intero gruppo consiliare leghista, in testa il capogruppo Alan Fabbri, ha sottoscritto...

I costi sostenuti dal sistema sanitario per curare i cittadini stranieri irregolari fanno sobbalzare la Lega. L’intero gruppo consiliare leghista, in testa il capogruppo Alan Fabbri, ha sottoscritto un’interrogazione per chiedere conto del divario tra gli stanziamenti del Fondo sanitario nazionale, 2.786.917 euro in Emilia Romagna, e le spese già a bilancio della Regione nei primi 10 mesi del 2017, che sono pari a 4.139.164 euro. I dati della distribuzione provinciale non sono ancora completi, ma in due anni, come riferito dalla Nuova il 23 gennaio scorso, erano stati spesi per le cure degli irregolari oltre 400mila euro tra il 2015 e il 2016. «Emerge una crescita costanza, negli anni, delle spese sostenute per l’erogazione di prestazioni sanitarie gratuite ai cittadini stranieri non in regola - scrivono i consiglieri regionali leghisti - a fronte di una progressiva diminuzione dei rimborsi da parte del ministero della Salute». La prima richiesta del gruppo di Fabbri è quindi «sollecitare il ministero della Salute affinché, per il 2017, incrementi la quota spettante alla Regione per la copertura dei costi sostenuti complessivamente dalle Aziende sanitarie emiliano romagnole per l’erogazione di prestazioni sanitarie gratuite agli stranieri irregolari». In caso di mancato conguaglio, evidenziano i leghisti, sarebbe necessario attingere a capitoli di spesa regionale per coprire il disavanzo delle Asl. I leghisti chiedono infine di conoscere il costo definitivo del 2017 per queste voci.