«Omelie più brevi». I preti dicono sì

L’invito del Papa ai sacerdoti a non fare sermoni pesanti. L’assenso del clero ferrarese che detiene un curioso record

FERRARA. «Tenete un'omelia che non superi i 10 minuti, ma fate in modo che sia profonda e facilmente comprensibile, perché capita che qualche fedele si stanchi ed esca a fumarsi una sigaretta mentre il sacerdote parla e questo è da evitare».

Durante la celebrazione a Santa Marta della Messa papa Francesco si è soffermato l'altro giorno sulla durata e sul contenuto dell'omelia dando ai sacerdoti alcuni suggerimenti che sono anche riportati in alcuni paragrafi dell'Evangelii Gaudium. Ecco come commentano questa presa di posizione papale alcuni sacerdoti ferraresi.


«Oltre ad essere completamente d'accordo con quanto scritto - dichiara il vicario monsignorMassimo Manservigi - in quelle pagine troviamo le linee che il Papa stesso definisce meticolose ed alle quali dobbiamo attenerci quando ci apprestiamo al momento dell'omelia».

Monsignor Massimo Manservigi


Anche don Emanuele Zappaterra rettore del Seminario arcivescovile sottolinea che l'omelia non deve essere un conferenza ed il richiamo che papa Francesco fa sulla sobrietà dell'intervento (massimo 10 minuti ) è giusto mentre deve essere importante il contenuto attinente e legato al mondo di oggi. Una doppia Mensa: pane della parola e pane dell'eucarestia».

Don Emanuele Zappaterra


«Sono sacerdote da 50 anni - ricorda don Marino Vincenzi, parroco di San Martino - ed ho sempre cercato di non esagerare nei tempi dell'omelia sapendo che il tempo della resistenza dei fedeli è breve perchè sempre più legato alla fretta ed alle innumerevoli sollecitazioni che ricevono e in dieci minuti si possono dire cose molto significative».

Don Marino Vincenzi

Don Fabio Ruffini pur essendo d'accordo con il papa che ha specificato meglio ancora nel direttorio omiletico il suo pensiero, ritiene che non sia sempre facile condensare in tempi brevi una riflessione profonda specie se il sacerdote non è più giovane ed ha bisogno di pause e conclude con le parole di Gesù che disse: «Dalla pienezza del cuore parla la bocca».

Don Fabio Ruffini


C'è infine un simpatico aneddoto; dopo il Vangelo monsignor Ivano Casaroli in duomo aveva iniziato l'omelia con un «Io credo...», ma non ha fatto in tempo a proseguire che la gente pensando che fosse passato direttamente alla preghiera del Credo, che segue l’omelia, si è alzata in piedi e ha cominciato a recitarlo. In questo modo don Ivano ha stabilito il record mondiale dell'omelia più breve. Per la gioia di papa Francesco.

Margherita Goberti