Ladri senza cuore: nuova incursione al Sav

Spaccata con un tombino alla sede del Servizio accoglienza alla vita. «Facciamo beneficenza, non possiamo spendere soldi per difenderci dai ladri»

FERRARA. Non è bastato il furto della scorsa settimana al Sav (servizio accoglienza vita) di via Arginone quando i ladri hanno rotto il salvadanaio con le offerte per sostenere le ragazze madri, i loro neonati e le famiglie disagiate. La scorsa notte ci hanno provato ancora, colpendo con un tombino le finestre dell'associazione per entrare e razziare. I ladri non ci sono riusciti, per fortuna, perché il forte rumore ha fatto scattare l’allarme di una abitazione vicina che li ha messi in fuga. I proprietari della casa che si sono affacciati alla finestra dicono di aver visto diverse persone scappare in bicicletta, prima dell'arrivo della polizia. «Non ci hanno portato via nulla - dichiarano rammaricate dell’ennesimo colpo le volontarie e la presidente Maria Chiara Lega - ma hanno causato danni che incideranno sulle nostre finanze, fatte di donazioni di persone generose e di offerte». «Dovremo ora seriamente pensare - prevedono - ad un sistema d'allarme ed ad una telecamera, quindi altre spese che si potevano evitare e destinarne i soldi alle nostre opere di beneficenza»

E adesso la ricostruzione del fatto: erano circa le tre di notte quando è accaduto il fatto ed i ladri preoccupati dal suono dell'allarme sono scappati tanto in fretta da lasciare nel cortile un mazzo di chiavi con la targhetta della parrocchia di Santa Maria Nuova San Biagio che il parroco don Renzo è andato poi a recuperare dicendo che gli era stato rubato; c'erano poi altre chiavi sconosciute ed un telecomando. I carabinieri intervenuti la prima volta, osservando il materiale che il Sav raccoglie per donarlo a chi ne ha bisogno, avevano avvertito la presidente che probabilmente i ladri sarebbero tornati e così puntualmente è stato. Al Sav ci sono infatti tanti oggetti utili anche se non preziosi: pacchi di pannoloni, alimenti per la prima infanzia, passeggini e carrozzine, abbigliamento per neonati ma anche per adulti; insomma materiale che può anche avere mercato ed essere rivenduto. «Il nostro rammarico - concludono le volontarie - è che vediamo sfumare in pochi minuti l'impegno ed il sacrificio di mesi di lavoro e soprattutto dovendo provvedere ad un impianto d'allarme, spendere altro denaro che poteva servire ad aiutare tante persone».


Margherita Goberti