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Crescono nel Ferrarese le imprese femminili

L’8 marzo è considerata giornata di impegno per le donne ai vertici aziendali Il dato in rosa ha raggiunto il 22,8%, il record provinciale è di Fiscaglia: 26%

«L'8 marzo è una giornata di impegno prima ancora che di festa. O meglio, la festa nasce dal sentirsi partecipi di un percorso comune».

Così Gisella Ferri, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio, che ha aggiunto: «Mi auguro che la rafforzata presenza delle donne nelle istituzioni, nelle imprese, nelle università, nelle associazioni, nei partiti, nei sindacati contribuisca a superare vecchie barriere culturali che non hanno più ragione di essere. L'ide ...

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«L'8 marzo è una giornata di impegno prima ancora che di festa. O meglio, la festa nasce dal sentirsi partecipi di un percorso comune».

Così Gisella Ferri, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio, che ha aggiunto: «Mi auguro che la rafforzata presenza delle donne nelle istituzioni, nelle imprese, nelle università, nelle associazioni, nei partiti, nei sindacati contribuisca a superare vecchie barriere culturali che non hanno più ragione di essere. L'idea stessa di libertà è diventata più grande grazie all'irrompere della novità femminile, ma guai a dimenticarsi di chi resta indietro o viene escluso. Non è vera libertà piena quando una conquista è pagata con l'esclusione di altri, non è libertà se, a parità di mansioni, il salario della lavoratrice è inferiore a quello di un lavoratore».

A Ferrara – segnala l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio - più di un’impresa su cinque è femminile. Sono, infatti, 7.310 le imprese attive “in rosa” nella nostra provincia che incidono, sul totale delle imprese attive (32.046), per il 22,8% (21,9% nel 2013). 7 su 10 sono imprese individuali ma risultano in crescita le donne che scelgono come forma giuridica la società di capitale, mentre le imprese individuali e le società di persone nel corso del 2017 sono diminuite; le loro contrazioni hanno determinato un lieve calo nel numero complessivo di imprese femminili registrate, la cui intensità è stata superiore (-1,6%) rispetto a quanto si registra per la totalità delle imprese (-1,0%). Distanziando Piacenza e Rimini per quasi un punto percentuale, Ferrara è prima in Emilia-Romagna per numero di imprese femminili, che costituiscono l’8,6% del totale regionale e lo 0,6% di quello nazionale. Le attività in rosa si concentrano, in particolare, nel Turismo (con un’incidenza pari al 37,4% e 846 imprese registrate), nel Commercio (26,2%) e nell’Agricoltura (20,0%). Seguono servizi a persone e imprese (lavanderie, parrucchiere, istituti di bellezza 13,5%), alloggio e ristorazione (11,6%) e le attività manifatturiere (6,2%). Tra i comuni “più femminili” della provincia, Fiscaglia, Ro, Masi Torello, Copparo e Poggio Renatico, ma in termini assoluti è nel comune capoluogo di provincia, con 2.700 unità, che si concentra il maggior numero di imprese femminili. È andato a ruba, intanto, il bando della Camera di commercio per la nascita e lo sviluppo di imprese femminili: dall’Ente di Largo Castello i progetti migliori riceveranno un contributo a fondo perduto di 4.000 euro, l’inizio di un percorso “assistito” che supporterà, in collaborazione con le associazioni, le neoimprenditrici a crescere e a realizzare i loro progetti. Tra le spese sostenute dalla Camera di commercio, quelle sostenute per parcelle notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, la redazione del progetto d’impresa, la consulenza specialistica, le analisi di mercato e l'implementazione del sito Internet aziendale.