Arbitrato “fantasma” e per pochi

Da novembre a oggi nessuna decisione, oltre 200 ferraresi in attesa

Ormai quasi chiusa la partita dei rimborsi automatici, con la liquidazione di 34 milioni agli obbligazionisti azzerati, l’attenzione dei risparmiatori Carife è rivolto agli altri canali da percorrere per giungere a risarcimenti. Il più vicino è quello dell’arbitrato per gli obbligazionisti esclusi dal Fitd per motivi di reddito ed in grado di provare di essere stati in qualche maniera tratti in inganno dalla banca. Da mesi tutto tace su questo fronte, dopo che le associazioni dei consumatori e gli studi legali erano stati pressati per presentare le domande di accesso alla procedura, governata dall’Autorità anticorruzione, entro fine novembre. «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione né ci risultano concluse delle procedure» annota sconsolato Roberto Zapparoli (Federconsumatori). Non stiamo parlando comunque di cifre consistenti: Federconsum ha inoltrato appena 130 domande, con le altre associazioni si potrà arrivare a 200, più i risparmiatori che si sono rivolti agli studi legali. Un’ipotesi per spiegare i tempi lunghi è legata proprio al fatto che il soggetto liquidatore, il Fitd, è ancora impegnato per le ultime pratiche del rimborso automatico. Per gli azionisti la procedura legata al fondo di ristoro da 100 milioni di euro, stanziato dalla legge di Stabilità, deve ancora partire perché manca il regolamento: il viceministro Pier Paolo Baretta, nell’incontro del 22 febbraio a Ferrara, si era impegnato ad emetterlo entro marzo, in caso di stabilità post-voto. Infine c’è la strada legale, cioè le costituzioni di parte civile (al processo sull’aumento di capitale di giugno ce ne saranno) e le cause civili, molto più lunghe e costose.