Democratici lontano dal governo

Renzi e Franceschini accolti alla stazione di Ferrara dal popolo Pd lo scorso novembre

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara sulle manovre del dopo elezioni

FERRARA. Il Partito Democratico deve stare lontano dal governo. Il responso delle urne è stato inequivocabile, scritto prima ancora di tradurre i voti in seggi. Cos’è allora tutto questo ragionare di appoggi, intese e alleanze strategiche o di spiccio interesse che pone i Dem nei pressi di una qualunque possibile maggioranza? A sostegno dei Cinque Stelle per sbarrare la strada al centrodestra, in un governo di unità nazionale sotto la direzione del Capo dello Stato, dialogando con i leghisti o aiutando Berlusconi a mettere la mordacchia a Salvini. Per senso di responsabilità o per convenienza, su un fronte o sull’altro, sono davvero pochi gli analisti che non assegnino al Pd (o a una sua componente) un ruolo nella soluzione parlamentare del quadro politico.


Gli interessati ufficialmente negano e rimandano alla direzione nazionale di domani che è chiamata a tracciare il percorso verso l’elezione del segretario e a chiarirsi sulle strategie nel nuovo parlamento. Ma qualcuno potrebbe essere pronto a farsi tirare per la giacchetta in nome di un superiore interesse nazionale, o magari europeo. Una china che finisce nel fosso. Inevitabilmente nel fosso, anche imboccando il bivio nella direzione apparentemente più naturale, e che sarebbe stata benedetta da due o tre sondaggi nello zoccolo duro: appoggiare Di Maio. Appoggiare Di Maio da subalterni, barattando qualche strapuntino governativo; lasciando alla Lega tutti i vantaggi dell’opposizione e al Paese l’idea di un nuovo bipolarismo, quello tra Cinque Stelle e centrodestra.


Una settimana fa, nelle urne, quattro elettori su cinque hanno sentenziato che il Pd non deve andare al governo. Qualsiasi soluzione che non ne tenga conto tradirebbe l’esito elettorale. Anche il voto di quell’unico dei cinque, insultato e deriso, che pure ha voluto dar fiducia ai Dem.
Buona domenica.

Luca Traini