Prepariamoci alla chiusura del ponte

Il ponte sul Po tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena durante un lavoro di manutenzione

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sui prossimi lavori al ponte stradale tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena

FERRARA. Segnate questa data: 18 maggio. Passato l’ultimo corridore del Giro d’Italia, quando la carovana rosa sarà in Veneto, il ponte sul Po dell’Adriatica chiuderà per un profondo intervento di consolidamento. Quattro mesi di lavori a tappe forzate, affrontando contemporaneamente entrambe le carreggiate, soluzione che permette di compattare i tempi con l’auspicio di finire per settembre, ma che non lascia spiragli al traffico. Di lì non si passerà proprio.


Auto e camion saranno deviati verso l’autostrada che corre parallela, indicata come immediata alternativa. Alternativa principale, ma non sempre comoda. Chi si muove tra Santa Maria e Pontelagoscuro, per venire a scuola o recarsi in clinica, per esempio, deve mettere in conto percorsi dieci volte più lunghi del solito. La massa di pendolari che vanno avanti e indietro tra Occhiobello e Ferrara ne fa, anche, una questione di costi: sessanta centesimi a tratta, da moltiplicare per quante andate e quanti ritorni, in quattro mesi? I consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Paolo Calvano si sono già mossi per azzerare il pedaggio fra i due caselli autostradali di là e di qua dal Po, come avvenne nel 2001 quando il ponte restò chiuso per oltre un mese. Giusto. Ma non basta. Ci sono almeno altre due iniziative di buon senso da attivare per tempo: riguardano i ponti provinciali e i treni.


A dispetto di ciò che indicheranno i cartelli di deviazione, non tutto il traffico dell’Adriatica finirà in autostrada, è prevedibile che una parte passi il fiume a Ro-Polesella e, in misura minore, a Stellata-Ficarolo. La rampa di accesso di Ro, in particolare, è segnata da buche e avvallamenti che vanno necessariamente colmati, anche se i bilanci delle province sono ridotti all’osso (eppure la rampa che scende in Veneto è ben sistemata) e anche se Ferrara ha già stabilito il suo piano asfalti.

È una questione di priorità: con il ponte della statale 16 chiuso, le due alternative provinciali diventeranno decisive.


Buona programmazione imporrebbe anche un intervento (in economia) per liberare le troppe caditoie che oggi sono ostruite, impedendo che ogni pioggia formi quelle abituali, vaste pozze che portano gli automobilisti verso il centro della strada. E che a Stellata, dove il marciapiede punteggiato dai sostegni del guard rail non permette di spingere una bici, rappresentano un pericolo ulteriore per i ciclisti.


L’iniziativa che riguarda le ferrovie è ben più complicata, me ne rendo conto, ma val la pena di essere tentata. Io credo che politici e amministratori ferraresi debbano far squadra nel chiedere che in quei quattro mesi tutti i treni locali fermino nelle stazioni di Pontelagoscuro e di Occhiobello, affinchè almeno i binari mantengano vicine le due comunità. Tutti i treni locali, anche i trenta convogli regionali al giorno che normalmente non fanno tappe intermedie tra Ferrara e Rovigo.
Buona domenica.

Luca Traini