Salone del Restauro Successo di pubblico e tanta innovazione

Conclusa ieri la XXV edizione della manifestazione Nell’ultima giornata le opportunità del Ducato estense  

La XXV edizione del Salone Internazionale del Restauro è andata in archivio e da Ferrara Fiere arriva l’annuncio del grande «successo di pubblico (+5% rispetto al 2017, ndr) e di presenze eccezionali a livello nazionale e internazionale». Le tre giornate della fiera, che da quest’anno ha ottenuto la certificazione internazionale ISF Cert (Istituto di certificazione di dati Statistici Fieristici) hanno visto la partecipazione di circa 270 espositori provenienti da tutto il mondo, con 125 convegni, un ricco ventaglio di workshop, seminari e incontri, 13 mostre ed eventi. Il Salone, spiega Ferrara Fiere, ha visto «non solo un notevole incremento di affluenza ma soprattutto una grande partecipazione da parte del giovane pubblico, alunni e studenti universitari». A confermare il ruolo strategico del Salone, numerose sono state le aziende provenienti da settori quali illuminotecnica, climatologia, trasporto di opere d'arte, software e altre tecnologie, accoglienza, guardiania, ristorazione, bookshop e merchandising.

In questo contesto - sottolinea Ferrara Fiere - una particolare attenzione «è stata posta alle nuove tecnologie e alle innovazioni applicate ai beni culturali, le quali hanno offerto importanti stimoli e input di business».


Ieri in un convegno è stato trattato il tema: "Progetto Ducato estense, tra restauro e turismo culturale: un attrattore europeo. Il professor Francesco Ceccarelli ha sottolineato il coinvolgimento di due regioni - Emilia Romagna e Toscana, rispettivamente per le città di Ferrara, Modena, Regio Emilia e Lucca - di 74 Comuni identificati e censiti per una concreta presenza degli Estensi nel loro territorio e di 26 cantieri aperti. Per Ferrara ha relazionato la dirigente comunale Natascia Frasson riferendosi alle chiese di S. Paolo, S. Maria della Consolazione, Palazzo Massari e Cavalieri di Malta, ai Diamanti, piazza Ariostea ed al monastero di S. Antonio in Polesine, evidenziando la priorità per i beni danneggiati dal terremoto del 2012, per migliorarne l'accessibilità per persone disabili, la realizzazione di piste ciclabili, di spazi dedicati alla didattica, all'accoglienza del pubblico ed alla sistemazione di aree urbane e verdi.(m.g.)