Il sollievo di Balboni (Fdi) «Meloni ha evitato il crac»

Ferraresi (M5s): «Casellati è persona indicata da Salvini, Fico garanzia per tutti» Grana-Sgarbi iscritto al gruppo pentastellato. Tomasi (Lega) punge Franceschini

Matricole o veterani, i parlamentari ferraresi della “maggioranza”, intesa come l’insieme delle forze politiche che hanno eletto le presidenze di Camera e Senato, sono usciti rinvigoriti dalla prima due giorni di votazioni. C’è chi ha tirato un sospiro di sollievo e ieri ha festeggiato con la moglie alle Scuderie del Quirinale, dove sono in esposizione le opere del giapponese Hiroshige: Alberto Balboni, senatore veterano di Fratelli d’Italia, era in effetti ben consapevole del rischio corso nelle ore precedenti dall’alleanza di centrodestra. «Sì, la forzatura di Salvini nel votare Bernini e soprattutto la reazione di Berlusconi ci avevano portato ad un passo dalla rottura. Per fortuna - è la sua ricostruzione - è stata molto brava Giorgia Meloni a lavorare tutta la notte al vertice che poi ha portato all’intesa. Si è preso atto del veto, ingiusto, su Romani e del rischio di andare a sbattere: se si arrivava al ballottaggio, infatti, finiva che il M5s avrebbe votato il candidato Pd».

Balboni non mostra preoccupazioni per l’asse Lega-M5s in prospettiva governativa, «cosa fa Salvini, il socio di minoranza di Di Maio? Lui vuole fare il leader di tutto il centrodestra, se si torna a votare da solo può fare il 20% e non se ne fa nulla. La presidente Casellati? La conosco bene, siamo stati vicini di banco per una legislatura e lei mi raccontava di avere parecchie cause su Ferrara, da avvocato esperto di diritto di famiglia. Non è una pasionaria di Berlusconi, ma una persona equilibrata, giuridicamente molto preparata».


Par d’intuire un giudizio diverso su Casellati da parte di Vittorio Ferraresi, che come deputato M5s non l’ha dovuta votare ma ha seguito la trattativa incrociata delle due Camere: «Non la conosco personalmente ma la sua storia sì. Salvini ha indicato questa persona, che non è comunque gravata da condanne penali, e quindi rispetta il metodo che ci siamo dati: credo che i militanti possano apprezzare la coerenza mostrata. Il Pd protesta perché voleva figure di garanzia? Beh, non si può certo dire che Roberto Fico, il presidente della Camera da me votato, non abbia dimostrato equilibrio e capacità di raccogliere consensi anche da altri partiti. La Commissione di vigilanza Rai da lui presieduta ha preso moltissime decisioni all’unanimità, la scorsa legislatura, e ho sentito anche diversi dem contenti della sua elezione. Personalmente credo sia la soluzione migliore possibile, ha già dimostrato con le prime mosse in aula che non si ripeteranno le condizioni che avevano portato alle nostre proteste e pure alla mia sospensione, con Laura Boldrini». Ferraresi, al secondo mandato, è quasi un veterano tra gli M5s, «non abbiamo cambiato atteggiamento, sono gli altri che ora discutono con noi. Sgarbi si è iscritto al nostro gruppo? Non lo sapevo, non ci sono parole, credo che dopo l’elezione del presidente, la prossima settimana, affronteremo anche questa».

Parla di «scelta responsabile da parte nostra» Maura Tomasi, deb leghista alla Camera, «volevamo solo che la legislatura partisse il prima possibile. L’altro giorno siamo stati dentro dalle 9 alle 20, è vero, ci sono state discussioni ma tutto sommato è finita in fretta. C’è un clima di entusiasmo, con tanti deputati nuovi è normale, da studiosa di diritto mi emoziona essere dentro il meccanismo legislativo. Certo, ci sono gli esperti sempre a discutere e trattare. Dario Franceschini? L’ho visto e ci siamo salutati ma lui è sempre così impegnato a trattare anche se il suo gruppo si è ristretto di molto».

Stefano Ciervo

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