Doppia gara pubblica per il trasporto pazienti

La Regione definisce le nuove regole che toccheranno il ruolo del volontariato I bandi su 118 e servizio ordinario. La partita vale oltre 2 milioni e mezzo di euro 

La Regione sta riscrivendo le regole del servizio di trasporto dei pazienti. Un capitolo dell’assistenza sanitaria che vale oltre 2 milioni e mezzo di euro sull’intero territorio della provincia e vede impegnate sotto lo stesso ombrello normativo le due aziende sanitarie pubbliche, i sindacati, gli operatori professionali, il volontariato. L’attività interviene, come è noto, in un ambito particolarmente delicato, come il soccorso d’emergenza.

Alla scadenza del 31 luglio 2018, quando cesseranno le convenzioni in essere, mancano quattro mesi, ma la macchina amministrativa dovrà essere pronta prima di quel termine.


La nuova disciplina dei trasporti ordinari e di soccorso era stata annunciata dalla Regione per la fine dell’anno scorso e sarebbe in dirittura d’arrivo. Quella circolare costituirà il punto di partenza per sciogliere i nodi del rapporto fra operatori professionali e volontariato, una questione che a Ferrara si è surriscaldata almeno da un paio d’anni, da quando il 50% del trasporto sanitario d’emergenza è stato affidato al volontariato (su indicazione della Regione). L’esclusione della coop Cidas da una postazione, due anni fa, aveva innescato la reazione dei sindacati con un presidio ad oltranza in centro storico protratto per vari giorni da Cgil, Cisl e operatori. Da allora la questione della linea di confine fra volontariato e professionismo nel campo dei trasporti dell’emergenza è rimasta a bollire in attesa di nuove regole. Quello che si sa è che entro il 31 luglio, definiti i cardini della riorganizzazione del settore, dovrebbero essere bandite due gare pubbliche: una per il trasporto 118 e una per i trasporti ordinari (in genere di pazienti ricoverati, da ospedale a ospedale).

I sindacati chiedono paletti più stringenti nel definire requisiti e clausole d’esclusione per il trasporto d’emergenza. Sabato scorso la Cgil estense ha auspicato l’adozione di «un modello di gestione fatta attraverso personale contrattualizzato e non volontario». Le «criticità» sono rappresentate da aspetti come la vetustà dei veicoli o l’orario di servizio, in particolare se abbinato a turni di lavoro espletati in altri ambiti dal volontario (sui turni di riposo la disciplina è molto rigida per i professionisti). Ma la Regione ha difeso a lungo la sua scelta di ampliare negli ultimi anni l’ambito di intervento del volontariato, applicata largamente anche in altre province. Le associazioni, da parte loro, hanno sempre rivendicato il possesso di requisiti e competenze e il rispetto delle regole (anche se in alcuni casi su quei rapporti di collaborazione si sono innescate azioni giudiziarie finite sul tavolo del giudice del lavoro).

Le gare saranno bandite ad evidenza europea e terranno conto delle ultime norme sulla disciplina del terzo settore. È prevedibile che alcuni aspetti, sui tempi di riposo degli operatori ad esempio, potrebbero condizionare la disponibilità del volontariato. Che ha iniziato a mostrare il fiato grosso. Proprio poche settimane fa due associazioni, Nico Soccorso e Comacchio soccorso, hanno rinunciato al servizio in due postazioni, nella zona del basso ferrarese e a Ferrara, per motivi diversi e legati in un caso alla difficoltà di reperire personale volontario, nell’altro al numero di chilometri percorsi da un’ambulanza troppo vicino al limite massimo autorizzato.

L’Asl ha avviato la ricerca di operatori interessati a coprire i turni e intanto ha annunciato il prolungamento dell’orario di servizio, a Ferrara, di una delle ambulanze a gestione diretta da 14 a 24 ore. La Regione nel frattempo ha promesso il potenziamento del servizio di elisoccorso (anche notturno) in tutta l’Emilia Romagna con 142 nuove piazzole, una dozzina delle quali a Ferrara. (gi.ca.)



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