La paura del terremoto è italiana: «Basta costruire bene»

Il geologo Mario Tozzi a Santa Maria Maddalena: racconto perché da noi tutto è visto come una catastrofe

SANTA MARIA MADDALENA. Nella fine sta scritto l'inizio. Secondo il racconto di Platone, qual è la prima isola che si incontra varcate le Colonne d'Ercole dell'antichità? Può essere solo la Sardegna. Venerdì sera alla rassegna “Parole d’autore” al teatro don Gino Tosi (in via Gorizia 4, a Santa Maria Maddalena) di scena le paure collettive di fronte alla natura e ai suoi fenomeni. Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico e saggista, incontra il pubblico per presentare il suo volume Paure fuori luogo (Einaudi, 2017), una riflessione su ciò che l’uomo teme rispetto alle catastrofi della Terra, ma anche alle epidemie e agli asteroidi. Fra l’altro, contemporaneamente Tozzi è anche nei teatri per il suo spettacolo “Mediterraneo. Le radici di un mito”, accompagnato da Enzo Favata, sassofonista jazz di fama internazionale. Si tratta di un film senza immagini, dominato da musica e parole.

Perché ha scelto di mettere in scena le origini del Mare Nostrum?


«Perché è un tema sempre attuale - ci spiega Tozzi -, non perde di significato con il passare del tempo. Poi si sta parlando di un’area da vedere come un oceano in formazione, i tanti turisti che vanno in vacanza in Sardegna fanno il bagno in un posto che in realtà è un oceano. Penso sia bello saperlo, o no?».

Ma cosa c'entra la Sardegna con il mito di Atlantide?

«È una storia lunga, molto lunga. La Sardegna, più che altri territori del Mediterraneo, presenta numerosi legami con Atlantide, ed è quello che di fatto racconto si a alla presentazione del libro, che durante il mio spettacolo a teatro».

Dopo i tanti terremoti come fa ad affermare che “oggigiorno non esistono catastrofi naturali, ma solo la nostra capacità di rapportarci agli eventi naturali”?

«Spiegherò, ad esempio, perché in Giappone sanno convivere con il terremoto, che pure è di magnitudo ben superiore a quelli italiani. Nel mio libro spiego che non è possibile che in Italia ogni scossa diventi una catastrofe. E, proprio nel caso del terremoto, basterebbe costruire case ed edifici pubblici nel modo giusto, a differenza di alluvioni ed eruzioni, per le quali bisogna necessariamente spostarsi».

Quali ragioni l’hanno spinta come uomo di scienza a rivolgersi agli antichi?

«Il geologo in effetti è pur sempre uno storico, solo che studia la storia della Terra e non quella dell’uomo. A me interessa sapere come la Terra abbia influito sugli uomini».

Saranno altri gli animali che assisteranno all’ultimo atto del nostro pianeta?

«Direi proprio di sì, nello specifico non so quali saranno gli animali presenti in quel momento, ma gli uomini no...».

Tozzi nella nostra città è docente del Master annuale in didattica, educazione e mediazione nei musei e nel patrimonio culturale di Unife, diretto da Livio Zerbini: «E contiamo di andare avanti - chiude Tozzi -, anche perché venire a Ferrara per me è sempre un piacere, città bellissima».