Morì investita dall’ambulanza: autista a processo

Anna Fabbri perse la vita all’incrocio Giovecca-Bassi travolta dal mezzo della Cri Il papà: ora i giudici valutino il fatto, giusto interrogarsi su ciò che è accaduto 

Travolta da un'ambulanza, morta la tredicenne

Anna Fabbri aveva 13 anni, stava attraversando in bicicletta l’incrocio di Corso Giovecca-Ugo Bassi, poche decine di metri dal vecchio Sant’Anna, quando una ambulanza della Croce Rossa, appena partita, affrontò l’incrocio con il semaforo rosso, e a sirene spiegate per un intervento di emergenza, e investì la ragazzina : Anna attraversava l’incrocio in bicicletta, e non aveva auricolari alle orecchie nè telefonino: dopo l’impatto, violentissimo, morì il giorno dopo al S.Anna. Era l’8 aprile dello scorso anno e oggi la ricorderanno nella scuola tutti coloro che l’hanno conosciuta.



E ci sarà anche la sua famiglia.

Che dovrà affrontare anche la vicenda giudiziaria: l’inchiesta del pm Ciro Alberto Savino si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per l’autista dell’ambulanza della Croce Rossa, accusato di omicidio stradale. I familiari di Anna potranno costituirsi parte civile all’udienza preliminare in cui si discuterà del caso, il prossimo 12 giugno. E quello che si aprirà è comunque destinato ad essere il classico processo che diventerà un precedente giudiziario. «Diciamo di sì - spiega Daniele Fabbri, il papà di Anna - ci sono alcune considerazioni che riguardano il comportamento tenuto nell’affrontare quel semaforo». Aspetti tecnici che verranno valutati dai periti, avvocati, magistrati. La procura attribuisce responsabilità all’autista per aver violato regole della circolazione delle ambulanze. E Daniele Fabbri con molto equilibrio spiega che «la procura ha trovato elementi che vanno approfonditi in giudizio, e non ha deciso di archiviare. Ciò che posso aggiungere, e vorrei che la comunità lo sapesse ad un anno dalla tragedia, che dagli atti emerge che Anna non le indossava le cuffie, e il cellulare non lo stavo usando». «E domani (oggi, ndr) la ricorderemo nella sua scuola e vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato, scuola in primis, preside e vice preside e i ragazzi, ad organizzare l’evento». «Il processo? - chiude il papà - Sappiamo che sarà lungo perchè un caso importante per le ambulanze che circolano ogni giorno. Certo il senso comune dice che per andare a soccorrere una persona non può succedere questo: tutto è ancora da valutare, lo si faccia senza alzare toni, nella maniera più pacata. Noi, la famiglia di Anna la ricordiamo ogni giorno ed è giusto che le istituzioni si interroghino su ciò che accaduto».

Daniele Predieri