Rendine archiviato attacca il sindaco sull’uso dei legali

La questione degli incarichi legali affidati dall’amministrazione comunale in prevalenza ad uno studio bolognese, che ha provocato l’intervento dell’Ordine degli avvocati, suggerisce un nuovo attacco...

La questione degli incarichi legali affidati dall’amministrazione comunale in prevalenza ad uno studio bolognese, che ha provocato l’intervento dell’Ordine degli avvocati, suggerisce un nuovo attacco di Francesco Rendine (Gol) al sindaco Tiziano Tagliani. Lo spunto arriva al consigliere civico dalla decisione con il quale il gip Silvia Marini qualche mese fa ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Stefano Longhi, per quanto riguarda una querela per diffamazione intentata contro di lui dallo stesso sindaco. La vicenda riguardava alcune affermazioni nel Consiglio comunale del 15 giugno 2015 di Rendine, il quale evocava il rischio di possibili varianti al Poc concesse in assenza di criteri generali e predeterminati ma per «mere ragioni di favoritismo politico “per cui se questo è un amico, o mandato da un amico, magari questo Piano va bene; se quello è uno che ha votato per i 5 Stelle, o magari per Anselmi, non va più troppe bene”», queste le parole dette in consiglio riportate nella richiesta di archiviazione del pm.

Partendo dall’archiviazione di questa querela nei suoi confronti, perché queste affermazioni «appaiono prive di rilevanza penale», Rendine se la prende con l’uso che Tagliani farebbe del servizio legale del Comune, che istruì pure la denuncia nei suoi confronti. Da una parte questo utilizzo «distoglie risorse umane da serie attività istituzionali - si legge nell’ordine del giorno - quanto queste risorse potrebbero svolgere attività legali senza ricorrere alle consulenze esterne che vengono pagate con i soldi della comunità». Dall’altra, conclude il documento che sarà portato e discusso in Consiglio comunale, «queste intimidazioni (la querela, ndr) di fatto impediscono un sereno svolgimento dell’attività di consigliere».