«Non erano “veri” incarichi legali»

Il sindaco: solo domiciliazioni. Dalla Corte dei conti rilievi in due casi

Negli ultimi otto anni il Comune ha sostenuto 306 cause, delle quali 277 patrocinate dall’avvocatura comunale. Tra le 29 rimanenti, 11 erano di materia penale e «le restanti 18 riguardavano per lo più nuovi gradi di giudizio in cause risalenti agli anni ’90 e perciò affidate, per continuità difensiva, al medesimo avvocato incaricato allora. I residui casi riguardavano materie di alta e particolare specializzazione». Sulla questione degli incarichi legali la Corte dei conti ha peraltro sollevato rilievi per due casi.

È quanto evidenziato dal sindaco Tiziano Tagliani in una nota di risposta a Francesco Rendine (Gol), che lamentava troppi incarichi legali esterni e un’eccessiva concentrazione di questi in un solo studio legale. È vero, scrive il sindaco, che su 170 incarichi esterni in otto anni, 106 sono andati allo stesso avvocato, ma si tratta in realtà di «incarichi per procuratore domiciliatario o mero domiciliatario, necessari in cause seguite sempre dall’avvocatura comunale ma che si rivolgono in circoscrizioni diverse da quelle del Tribunale di Ferrara», in questo caso Bologna. Poca rotazione negli incarichi “veri”? «Su quattro incarichi penali negli ultimi anni sono stati incaricati quattro legali diversi» risponde il sindaco.


Per quanto riguarda le procedure di affidamento, il sindaco esegue una disamina dei recenti orientamenti della Corte dei conti e del Consiglio di Stato, in particolare per quanto riguarda le scelte su base fiduciaria, informando che i giudici contabili hanno svolto un monitoraggio su diversi Comuni emiliani, «con rilievi simili per tutti e l’invito a trovare soluzioni adeguate». Ferrara si era già dotata di un elenco di operatori, con una procedura pubblica del 2017, e sono giunte istanze di «diversi avvocati del foro di Ferrara e del foro di Bologna»; gli incarichi, ribadisce il sindaco, vengono affidati sulla base dei documenti presentati e dei preventivi di spesa. L’anno scorso la Corte dei conti ha prospettato anche per le domiciliazioni questa soluzione, «per la prima volta» dice Tagliani, e quindi anche qui non si affidano più incarichi su base fiduciaria. I due rilievi dei giudici contabili a Ferrara riguardano «casi motivati con l’identità con casi precedenti»: non risultato aperti procedimenti di natura contabile, in ogni caso il Comune chiedeva preventivi anche prima.

Non c’è stato, infine, il raddoppio delle spese nel 2015: 5mila euro riguardano non gli incarichi giudiziari ma le consulenze.