Esodo dalle classi, in 12 cambiano scuola

Tensioni in una elementare a causa di bambini "frizzanti": i genitori chiedevano regole e cambiamenti ma non li hanno ottenuti. A spingere per cambiare gli stessi bimbi

FERRARA. Gli addetti ai lavori lo ripetono da giorni, parlando di minori e bullismo: non ci sono “buoni” e “cattivi”, anche in scuole pur problematiche. Ma andatelo a spiegare che non c’è nessuna differenza tra chi subisce e chi impone, a bambini di una elementare della città che dalla fine dello scorso anno scolastico all’inizio del nuovo se ne sono andati in 12, cambiando scuola: un grande esodo deciso dalle famiglie, scappando da una scuola elementare anche questa tra le più blasonate in città, come lo era la scuola media che fa da sfondo ai casi di baby gang e della lettera di Alice ai compagni.

Alice: "Cambio scuola, avete perso voi bulli"

Cosa ha portato a dire basta? Una richiesta di cambiamento, di rispetto delle regole per tutti, mai avvenuto e sullo sfondo rapporti conflittuali di alcuni bambini su altri. Ma niente bullismo, diventato forse la vernice (facile?) per coprire tutto: e poi come si fa a sostenerlo per bambini di 7/8 anni, bambini “frizzantini” li chiamavano nella scuola, che però potrebbero però diventare i bulli di domani, se non venissero imposte loro regole, disciplina, correttivi. Agli atti che venivano compiuti in classe e fuori classe.

Lucca. Bulli contro il prof, il consiglio d'istituto: tre bocciati, gli altri sospesi

I primi ad essere determinati a cambiare, i bambini stessi che dicevano ai genitori: «Non facciamo storie, non le abbiamo mai fatte, chiediamo solo una cosa: siamo stanchi, fateci andare in un'altra scuola». Detto, fatto. Alla fine dello scorso anno scolastico è cominciato “il grande esodo”, prima una decina, poi all’inizio di quest’anno, altri. Un esodo da una scuola che fa dell’integrazione un modello, e nella quale però il problema maggiore era diventato il non rispetto delle regole, nei comportamenti di alcuni bimbi.

Gabriele Clima: "Bullismo? Noi adulti abbiamo delle responsabilità"

Tanto che all’interno da tempo c’è un operatore che lavora sui rapporti tra i piccoli: meglio non dire anti-bulli, meglio chiamarlo come viene indicato in altre scuole, burocraticamente, «addetto alle relazioni positive». Che tanto positive tra bambini non erano, in questa scuola elementare. Relazioni che li avevano condizionati a tal punto da essere sottoposti anche a visite mediche e neurologiche, per valutare patologie correlate al loro stato di ansia, mentre i medici poi rassicuravano: «Suo figlio sta benissimo».

La medicina è stata una sola: cambiare scuola. E così tutti questi bambini - dicono ora in tanti - «sono rinati». Un ritornello sentito spesso in questi giorni da parte di tanti, riferito per riflettere sul problema: senza puntare il dito su nessuno, accusare, sostenere ragioni su tutti gli altri. Se potessero o volessero parlare i genitori di quei 12 bambini in fuga, sarebbe un primo passo per un confronto con chi li ha spinti a cambiar scuola. Basterebbe poco per dialogare, applicare lo stesso principio ribadito da giorni: anche tra gli adulti, come per i piccoli, non ci sono “buoni” o “cattivi”.