Delitto di Pontelangorino, i giudici: omicidio premeditato per futili motivi

Depositate le motivazioni della sentenza: applicate tutte le aggravanti e per i giudici non c’è possibilità di pene alternative per i due giovani condannati per l'uccisione dei coniugi Vincelli

Manuel e Riccardo condannati a 18 anni

PONTELANGORINO. Manuel Sartori e Riccardo Vincelli hanno agito con premeditazione e per futili motivi. Non solo l'omicidio stato è commesso in danno di un ascendente con l'aggravante della “minorata difesa”. Sono queste le motivazioni contenute nella sentenza di primo grado depositata ieri mattina al Tribunale dei minori di Bologna confermando la linea dura adottata dai giudici fin da subito nei confronti dei due ragazzi all’epoca dei fatti entrambi minorenni. Il delitto è stato compiuto a Pontelangorino il 10 gennaio 2017. Riccardo Vincelli è mandante dell’omicidio dei suoi genitori, Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, mentre Manuel Sartori l’esecutore materiale. Le posizioni dei due sono state considerate univoche e l’accusa ha chiesto per entrambi trent’anni, praticamente il massimo della pena, scesi a venti per aver scelto il rito abbreviato.

Duplice omicidio di Pontelangorino, i due imputati all'udienza



Il giudice dei Tribunale dei minorenni, Anna Filocamo, ha emesso la sentenza il 20 febbraio scorso: diciotto anni per entrambi. Perché se è vero che Riccardo Vincelli ha chiesto di uccidere la madre e il padre, è altrettanto vero che Manuel Sartori ha agito in maniera brutale. I due, secondo i giudici, hanno pianificato il delitto tanto che si sono procurati l’ascia con cui i coniugi stati più volti colpiti, così come i sacchetti di plastica con cui hanno avvolto le teste delle vittime e hanno calcolato l’ora e spostato l’auto vicino alla porta sul retro.

"Sentenza accolta come una liberazione"

La coppia stava dormendo e non ha avuto quindi possibilità di difendersi (minorata difesa): Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni sono stati uccisi nel loro letto e i corpi spostati in un secondo momento. I motivi che hanno spinto a un simile gesto? Non gravi a tal punto di giustificarlo anche solo lontanamente. Insomma, i giudici hanno sposato le tesi dell’accusa e gli anni sono passati da venti a diciotto, perché è stata riconosciuta una sorta di immaturità legata alla giovane età.

Nessuna altra attenuante, nessuna possibilità al momento di spostare i ragazzi in una comunità di recupero e nessun riconoscimento di pene alternative. Il delitto è stato considerato e giudicato in tutta la sua gravità.