Caricento, è scontro sulla cessione

La maggioranza dell’assemblea si esprime contro, ma il gruppo dirigente vuole proseguire e proroga gli attuali organi

CENTO. Dall’assemblea dei soci della Fondazione un no corale alla vendita della Cassa di Risparmio di Cento. L’assemblea si schiera contro la firma dell’accordo con la Banca Popolare di Sondrio. Contrari i soci imprenditori, come Poppi, Pivetti, Martinelli e Campanini, ma anche la new entry nel consiglio di indirizzo nominata dal Comune di Cento, Raffaella Cavicchi. Ma a quanto sembra l’attuale gruppo dirigente non ne sembra condizionati.

La fusione della banca è stata al centro ieri del confronto dell’assemblea, molto attesa e alquanto accesa e partecipata, occasione per confrontarsi in maniera serrata sulle tante questioni ancora aperte, prima tra tutte, il prezzo di vendita delle azioni della spa. Al momento, da quanto è emerso dalle parole della presidente Cristiana Fantozzi, l’iter è fermo alla lettera d’intenti tra Fondazione CariCento e Bps. Nulla fa pensare alla chiusura e quindi alla firma dell’accordo. Ma l’intenzione, pare quella di proseguire. Dopo un affettuoso ricordo alla socia Mariella Balboni (responsabile della Caritas di Renazzo) scomparsa lo scorso inverno, Fantozzi ha affrontato nel dettaglio il progetto industriale e l’andamento della trattativa con Popsondrio, evidenziando «l’importanza strategica dell’operazione che rappresenta una opportunità per la banca che potrebbe avere finalmente un Socio di maggioranza forte, capace di sostenerla nella crescita». Il suo «grande timore» è che «se l’operazione non dovesse andare in porto, per la Fondazione si ravviserebbero tempi bui, che tradotto significherebbe annullare i benefici a favore del territorio. Interventi come la costruzione del Pronto Soccorso potrebbero diventare solo un ricordo».


Per quanto riguarda i tempi, la presidente ha riferito di ritenere «inappropriato» parlare di allungarsi dei tempi «vista la complessità dell’operazione. Quando la trattativa troverà una conclusione, verrà resa nota, qualsiasi sia il risultato».

Un intervento che ha sollevato la reazione di diversi soci, contrari al percorso di vendita intrapreso. Dal sindaco Toselli è arrivato l’appello all’apertura di un dialogo tra le parti. Anche le nomine dei 7 nuovi componenti del CdI da parte dei soci della Fondazione hanno seguito lo stesso indirizzo dell’assemblea. Erano due infatti le liste in corsa, una in linea con l’attuale governance della Fondazione e quindi orientata alla chiusura quanto prima dell’accordo con la BpS, una seconda invece non concorde a questa linea. L’assemblea ha premiato la lista orientata contro alla fusione con BpS. Due riconferme: Marco Alberghini (pievese, presidente dell’Ugc Cisl di Area Metropolitana di Bologna) e Liana Baroni (professoressa di Fisica all’Università di Bologna fino al 2013). E cinque nuovi ingressi: Fulvio Cantori (centese, revisore contabile ex sindaco di Cento), Davide Fiocchi (centese, commerciante, già consigliere d’amministrazione); Franco Gilli (centese, medico anestesista in pensione), Paolo Lodi (imprenditore agricolo di Mirabello, socio della Fondazione), Andrea Samaritani (centese, fotografo professionista, socio della Fondazione). Vanno ad aggiungersi agli altri sette già nominati (o riconfermati) dagli enti. Sono Raffaella Cavicchi per il Comune di Cento, Mattia Mantovani nominato dalla Camera di commercio di Ferrara, Mirco Proni per gli Ordini professionali, Michele Pinelli per l’Università di Ferrara, Sandro Balboni (Arcidiocesi di Bologna), Marco Mandrioli per il Comune di Pieve di Cento e Gianni Cerioli per il Comune di Poggio Renatico.

Il nuovo CdI entrerà però in carica dopo l’approvazione del bilancio che è stata prorogato di 60 giorni dal 30 aprile, ed è espressione del parere contrario alla cessione. Bisogna vedere in che termini sarà coinvolto nella decisione.

Beatrice Barberini