Bonifica, avvisi quasi “scaduti”

Lettere arrivate a ridosso del pagamento. Il direttore: niente mora 

Non c’è tassa locale che abbia una base imponibile così estesa, 180-190mila proprietari d’immobili dell’intero territorio provinciale, con l’esclusione di Campotto e di parte del Bondenese. Anche per questo la tassa sulla bonifica suscita reazioni forti e generalizzate, come sta ad esempio succedendo in questi giorni per le notifiche 2018 arrivate a molti contribuenti... uno o due giorni prima della scadenza del 30 aprile. «È vero, c’è stato qualche ritardo e pure io ho ricevuto la lettera a ridosso della scadenza - ammette Roberto Roversi, direttore del Consorzio di Bonifica - La nostra procedura è stata completata circa un mese fa, poi la società incaricata, la Sorit, si prende un po’ di tempo per completare le spedizioni. Questa volta, anche a causa dei ponti, le lettere sono arrivate evidentemente in ritardo, ma bisogna specificare che per quanto riguarda gli importi superiori ai 50 euro (quasi esclusivamente aziende, ndr) ci sono due rate, e in ogni caso esiste sempre una certa tolleranza. Per intenderci, chi paga con qualche giorno di ritardo non deve temere né sanzioni né mora, in quanto stiamo parlando di semplici avvisi. Le procedure coattive scattano solo quando diventano ruoli, dopo eventuali solleciti».

Rispetto alla rivoluzione dei nuovi Piani di classifica, risalente al 2016, che aveva modificato profondamente i criteri di calcolo della base contributiva, quest’anno l’entità della tassa è rimasta in media praticamente invariata. «Ci sono solo poche variabili, dettate ad esempio dalla messa in funzione per specifiche zone di nuovi impianti, mentre per chi chiese l’applicazione della gradualità negli aumenti 2016 restano alcuni scatti, fino al 2019-2020».


È chiaro che ci possono però essere singole situazioni specifiche con variazioni significative, soprattutto tra le aziende agricole.

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