Vinyloop, rischio chiusura La rabbia dei dipendenti

Ieri mattina presidio tra le auto in via Marconi, nel pomeriggio altra fumata nera I sindacati: insostenibile la fabbrica, 110 milioni di sterline per l’America’s Cup

Non è passato certo inosservato ai numerosi automobilisti e soprattutto autotrasportatori il presidio, abbondantemente preannunciato, organizzato dai lavoratori della Vinyloop e dalle proprie rappresentanze sindacali che si è tenuto ieri mattina a partire dalle 7 davanti ai cancelli della sede di via Marconi e che per qualche minuto ha creato qualche rallentamento sulla via Padova in concomitanza all'inserimento di via Marconi. Vinyloop è la società che svolge attività industriale di riciclo della plastica Pvc, nell'ambito di quella che è definita economia circolare, settore all'avanguardia nella battaglia quotidiana all'inquinamento ambientale. Da alcuni mesi, come sostengono i sindacati di riferimento del settore, la fabbrica sta andando incontro alla definitiva dismissione dell'attività produttiva del sito di Ferrara, come emerso anche nell’incontro del pomeriggio in Regione. Al presidio c’erano una cinquantina di persone, tra lavoratori e familiari, e i rappresentanti di Filtcem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

«Sono 17 i lavoratori - ci spiega Fausto Chiarioni, segretario generale di Filtcem Cgil - che in questi giorni stanno difendendo strenuamente, con scioperi, manifestazioni, e ogni altro mezzo utile l'attività produttiva e il proprio impiego, in un territorio come quello ferrarese già messo alla prova sotto il profilo occupazionale. Diciassette lavoratori e altrettante famiglie senza prospettive e un settore all'avanguardia che possiamo definire di eccellenza che rischia di sparire. Ci siamo ritrovati qui oggi, dopo anche settimane di sciopero, per non abbassare il livello di attenzione, sostenuti dalle istituzioni locali e regionali che guardano con preoccupazione allo sviluppo di questa crisi e si sono strette attorno alla Vinyloop per tentare ogni possibile soluzione di salvaguardia anche se ad oggi no pare arrivare nessun tipo di collaborazione da parte della società».


La maggioranza della Vinyloop è di proprietà della multinazionale inglese Ineos, che produce proprio Pvc e, come si legge nel volantino sindacale, denuncia l’insostenibilità del bilancio della fabbrica ferrarese in contemporanea alla decisione di «sponsorizzare con 110 milioni di sterline il team inglese che tenterà di aggiudicarsi prossimamente l’America’s cup». Il calo del prezzo del petrolio ha peraltro reso meno conveniente riciclare la plastica che produrla.

L'eventuale scomparsa di Vinyloop comporterebbe, è la conclusione di Chiarioni, anche un appesantimento dei costi in capo agli altri insediamenti dell'area minacciando la capacità di tenuta economica complessiva del sito».

Lauro Casoni