In malattia ma in casa non c'è: sospesa per tre mesi

Dipendente comunale non viene trovata alla visita fiscale, scatta il provvedimento disciplinare

PORTOMAGGIORE. Non sarà licenziata ma dovrà stare a casa per tre mesi senza retribuzione. È finita così la controversia tra il Comune di Portomaggiore e una dipendente, per cui era stata avviata la procedura di licenziamento lo scorso gennaio perché non è stata trovata in casa durante la visita fiscale.

La donna, che ha 57 anni, ha fatto ricorso ed intanto è stata avviata così come previsto dalla legge una procedura di conciliazione: la dipendente non perderà il lavoro ma sarà sospesa per tre mesi. L’episodio risale all’estate scorsa. La 57enne aveva preso alcuni giorni di malattia e durante il controllo non era stata trovata in casa. La stessa ha spiegato che quando è arrivato il medico si trovava in farmacia, perché era stata punta da un insetto ad una gamba e le occorrevano cure immediate. Perché era scattata dunque la sanzione disciplinare? La dipendente ha fatto presente che non ha potuto mostrare lo scontrino dei farmaci, così come richiesto durante il contraddittorio fra l’ufficio incaricato, il dirigente del settore e l’avvocato, perché gli stessi erano stati presi con apposita ricetta medica e - per lei -gratuiti. La versione data non ha convinto il Comune, che ha deciso di procedere con la procedura di licenziamento per giusta causa dando alla donna un preavviso di tre mesi.


Così come previsto dalla legge, in caso di simile iniziativa è necessario ricorrere alla procedura di conciliazione e così è stato fatto dal Comune di Portomaggiore. La conciliazione ha avuto esito positivo ed è stato stabilito che non ci sono i presupposti per un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo ma, comunque, non essendo oggettivamente la dipendente in casa nelle ore stabilite e non potendo in alcun modo dimostrare che durante il controllo si trovava in farmacia, è stata applicata una sospensione dal lavoro di tre mesi.

Avendo la dipendente continuato a lavorare, bisognerà adesso stabilire da quando dovrà stare a casa, senza naturalmente alcuna retribuzione. Una vicenda, questa, che ha fatto molto discutere in paese essendo la donna conosciuta da molti residenti. Adesso non resta che stabilire le date del periodo di sospensione, ma la controversia ha visto la parola fine nel giro di qualche mese.

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