I Comuni: rinviate i lavori sul ponte

Ferrara e Occhiobello prendono atto che non ci sono i tempi (e le coperture) per trovare soluzioni su A13 e traghetto

FERRARA. Meno quattordici, indicava ieri il conto alla rovescia acceso dalla Nuova Ferrara per segnalare che la chiusura del ponte sul Po si avvicina inesorabilmente, senza che i tanti ragionamenti sulle alternative da offrire a pedoni, ciclisti e pendolari siano giunti a soluzione. Ieri, quando le amministrazioni comunali di Ferrara e Occhiobello hanno preso formalmente atto che in queste condizioni non si può partire e hanno chiesto di rinviare i lavori. A rischio di trovarsi con il cantiere aperto all’inizio dell’anno scolastico?

Ponte chiuso, sopralluogo sul traghetto

Le amministrazioni non sono pronte, né sul traghetto né sulla partita del pedaggio autostradale. Non lo sono - lamentano - perché sono state abbandonate. In tutte le operazioni che riguardano i percorsi e le attività alternative per limitare al minimo i disagi ai cittadini, non hanno avuto le risposte e il sostegno che attendevano e invocavano da settimane. La percezione degli amministratori comunali delle due sponde è quella di essere rimasti con il cerino in mano, che diventa sempre più corto, con molti interlocutori che si stanno defilando o non rispondono alle richieste impellenti fatte dai comuni.

Il tutto a meno di due settimana della partenza del cantiere. Oltre agli aspetti tecnici e organizzativi, importanti per far funzionare i percorsi alternativi di collegamento, il problema principale è il reperimento delle risorse finanziarie e chi dovrà affrontare le spese aggiuntive che comporta lo stop forzato. In pratica i due Comuni, nell’incontro di ieri per mettere a punto le mosse da fare in vista della chiusura del ponte, hanno constatato, in maniera congiunta, che al momento gli unici enti che dovranno sborsare i soldi necessari per il trasporto pubblico aggiuntivo, il servizio del telepass per il pedaggio gratuito in autostrada, e l’attivazione del servizio fluviale con il traghetto, sono proprio loro. E come conferma l’assessore Aldo Modonesi «non è un problema secondario. Anzi».

Lo stop sul ponte: percorsi a confronto

Per questo motivo è stato scritto un documento congiunto nel quale i due Comuni, stante l’attuale situazione, non si sentono pronti ad affrontare con queste condizioni tutto il carico di responsabilità e soprattutto, l’intera sacrificio finanziario che una tale complessa operazione di servizio di collegamento alternativo tra le due sponde comporta. Amarezza espressa dal sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, che ha ricordato come anche la società Autostrade ha fatto sapere che per l’attivazione gratuita dei telepass serve ancora un preventivo assenso da parte del ministero delle infrastrutture e trasporti, assenso che non è ancora arrivato. Tra l’altro il ministero deve dare ancora una risposta su un tavolo che dove convocare con le regioni e i comuni. Sul piano organizzativo al momento è quasi pronto il piano del trasporto pubblico a costi invariati delle corse, sempre però con il problema di chi paga i costi aggiuntivi. Discorsi su telepass e traghetto invece rimangono ancora da decifrare ed è per questo che i comuni minacciano di salire sull’Aventino. «Così, - minacciano - o abbiamo sostegno o non si va da nessuna parte». (g.p.z.)