«Unife è trasparente sulle autorizzazioni»

Zauli commenta le indagini della Finanza su due docenti per il “doppio lavoro” Il rettore: «Massima collaborazione e abbiamo istituito un nucleo ispettivo»

«Da parte nostra c’è stata, c’è e ci sarà sempre la massima collaborazione istituzionale con gli organi ispettivi e la guardia di Finanza per fornire tutte le documentazioni necessarie».

È sereno il rettore dell’Università di Ferrara, Giorgio Zauli, nel commentare la notizia che ci sono anche due docenti di Unife all’interno della lista dei 411 professori universitari che sono stati segnalati dopo accertamenti della Guardia di Finanza sul cosiddetto “doppio lavoro”.


A motivare l’attenzione delle Fiamme Gialle e della Corte dei Conti è la norma che impone a chi sceglie il lavoro a tempo pieno per l’ateneo un impegno annuale di almeno 350 ore e il divieto di svolgere ulteriori attività e incarichi presso la pubblica amministrazione.

«C’è da premettere - dichiara il rettore di Unife - che la norma non è chiarissima e c’è un problema di autorizzazione. Proprio per la delicatezza del tema ho voluto istituire un gruppo di lavoro, una sorta di nucleo ispettivo, composto da insigni giuristi del nostro ateneo, in grado di filtrare le richieste di autorizzazione degli incarichi. Il terreno infatti è molto scivoloso e vogliamo che non ci siano problemi con le autorizzazioni».

Il rettore Zauli, confermando le ispezioni fatte dalla Guardia di Finanza nei mesi scorsi, ha detto di aver messo a disposizione delle Fiamme Gialle tutta la documentazione dei casi richiesti, affermando: «La nostra università è trasparente».

«Mi lasci anche dire - si toglie qualche sassolino il rettore - che si attacca sempre l’università pubblica. In Italia l’università è un’istituzione sana, siamo un asset importante del Paese. I nostri professori sono tra i migliori in campo internazionale, si distinguono all’estero e sanno preparare gli studenti molto bene».

Intanto la Guardia di Finanza ha inviato alla Corte dei conti le posizioni dei due docenti universitari ferraresi e dovrà stabilire la richiesta di risarcimento per ricavi illeciti nel caso in cui fosse verificata una interferenza tra i diversi incarichi della professione.

In sostanza, a questi docenti viene contestato di aver lavorato con incarico a tempo pieno senza rinunciare all’attività privata. In Italia i docenti sotto accertamento, e che dovrebbero versare milioni all’erario, sono in totale 411 delle facoltà di ingegneria, architettura e chimica. (g.p.z.)