Acer, dramma anziani se manca l’ascensore

Ferrara, un problema diffuso che riguarda circa 200 appartamenti e 500 famiglie. Gli inquilini rischiano di restare “prigionieri” in casa. Arrivano i fondi regionali

FERRARA. Abitare al secondo, terzo piano di una palazzina senza ascensore alla lunga può risultare scomodo anche per chi ha le gambe buone.

Ma per una persona che ha collezionato tante primavere, o che comunque ha problemi di deambulazione, salire e scendere anche solo pochi gradini si può trasformare in un’impresa quotidiana - nei casi migliori - o in una rinuncia a uscire di casa, in quelli peggiori. Si calcola che in tutto il Ferrarese sette edifici su dieci con oltre tre piani fuori terra siano privi di ascensore, secondo una ricerca promossa un anno fa dall’Auser regionale.


Proprio da questo studio è scaturito il bando della Regione Emilia Romagna che mette a disposizione 2 milioni di euro nel 2018 (e altrettanti nel 2019) per dotare gli immobili dell’Edilizia residenziale pubblica di ascensori e montacarichi. Perché sul fronte degli alloggi Erp, come conferma il direttore di Acer Ferrara Diego Carrara, il problema è più che mai presente, ed è destinato ad aggravarsi con una popolazione che diventa sempre più anziana

. I dati parlano chiaro: nel Ferrarese ci sono 258 fabbricati Acer costruiti negli anni Cinquanta, e 1.758 alloggi realizzati tra il 1970 e il 1980. Tutti anteriori, dunque, alla legge approvata nel 1989 che impone la presenza dell’ascensore in tutti gli immobili con almeno tre piani. Considerato che circa il 30 per cento degli inquilini Acer ha più di 65 anni, si stima che ci siano circa 200 fabbricati in cui l’installazione di un ascensore si è resa necessaria per la presenza di Grandi Anziani (over 75) o persone con problemi di mobilità. Tradotto in persone, qualcosa come 500 nuclei familiari che rischiano di ritrovarsi prigionieri in casa, quando non lo sono già.

Ecco che il bando regionale è un’occasione da non perdere per assicurarsi una fetta di risorse da investire sull’autonomia e la vita sociale degli inquilini più fragili. Dei 2 milioni stanziati su base regionale, la quota ferrarese non è altissima, 239mila euro, ma è già qualcosa.

Un passo iniziale che consentirà di adeguare una quindicina di edifici. Per individuare le priorità di intervento si è riunito il tavolo provinciale che comprende tutti i Comuni proprietari degli alloggi e il gestore Acer.

Una prima lista di “desiderata” è già stata compilata, si devono attendere ulteriori indicazioni da parte delle amministrazioni per avere il quadro completo degli progetti più urgenti da candidare. I tempi sono ormai stretti: la Regione chiede che entro giugno l’elenco sia stilato e validato, perché prima del 31 dicembre tutti i lavori dovranno essere avviati, e un terzo già finiti.

Va da sè che, oltre a considerazioni legate alla fattibilità tecnica e alle richieste già avanzate ad Acer da parte degli inquilini, tra i criteri per la scelta degli immobili su cui intervenire c’è la presenza di portatori di handicap e persona con mobilità ridotta, nonché l’assenza o la scarsa presenza nel Comune di riferimento di alloggi adeguati a queste categorie di utenti, così da rendere impossibile anche un eventuale cambio di sistemazione. Su tutto, la premessa che riuscire a mantenere una vita piena e quanto più possibile autonoma non è un optional.

E che se la socialità fosse una medicina, sarebbe la più prescritta.

Alessandra Mura