Scambi d’accuse sulle ricerche del rettore Zauli

Università di Ferrara, su due siti dubbi sulla correttezza di alcuni studi. E lui denuncia un blogger: via quei link dal web 

FERRARA. Quelle immagini non raccontano nulla a un lettore comune. Si presentano in modo enigmatico come concentrazioni di punti visualizzati in un’area circoscritta che a sua volta è la composizione di quattro aree più piccole. Agli scienziati invece “parlano”: raccontano come si comportano le cellule sottoposte a uno specifico trattamento attraverso l’impiego di una biotecnologia che consente di evidenziare l’esito dell’esperimento grazie all’uso di sostanze fluorescenti. Le masse formate da quei puntini vengono poi interpretate da biologi, anatomopatologi, immunologi, genetisti, esperti nella ricerca sui tumori. Proprio sull’origine di alcune di queste immagini hanno espresso i loro dubbi due blogger e giornalisti scientifici che hanno messo in discussione la correttezza di alcune ricerche condotte dal professor Giorgio Zauli, quando non era ancora rettore dell’Università di Ferrara, e da Paola Secchiero, docente di anatomia, da tre anni direttore del Dipartimento di Morfologia di Unife e prorettore con delega alla logistica.

Zauli, rettore dal 2015, è stato professore di anatomia a Trieste e a Ferrara. Ha firmato e pubblicato diversi studi con la professoressa Paola Secchiero e altri colleghi che presto potrebbero essere esaminati e valutati nelle aule di giustizia piuttosto che in laboratorio. Stando a quanto scrive il blogger scientifico tedesco Leonid Schneider, alcune delle immagini che compaiono in alcuni studi condotti dai due accademici di Unife sarebbero state riutilizzate e proposte come esiti di ricerche successive.


La “soffiata” (riferita ad articoli comparsi nel 2007 e 2008) sarebbe arrivata da un “investigatore” scientifico che si nasconde sotto lo pseudonimo di Clare Francis (un particolare che dovrebbe indurre alla cautela).

L’informazione invece è stata raccolta dal blog di Schneider “For Better Science” e rilanciata dalla blogger scientifica Sylvie Coyaud che su D-Repubblica pubblica i suoi commenti nella rubrica “OcaSapiens”. Il primo articolo è comparso sul blog di Schneider il 15 maggio scorso, gli ha fatto eco un breve intervento di “OcaSapiens” che poi, il 23 maggio, ha aggiornato il caso pubblicando gli sviluppi legali maturati, evidenziando la reazione di Zauli. «Irritato dal fatto che alcune delle sue immagini "problematiche" fossero ripubblicate il 15 maggio su For Better Science - afferma Sylvie Coyaud - l'indomani il rettore Giorgio Zauli ha denunciato Leonid Schneider alla Procura di Ferrara e due giorni dopo, con raccomandata spedita dall'Università di Ferrara - cioè con atto pubblico di un ente pubblico - lo ha minacciato in inglish di querela per aver riportato “faked and unproven informations on alledged incorrectness of some scientific publications of the undersigned” (informazioni false e non dimostrate sulla dichiarata scorrettezza di alcune pubblicazioni scientifiche del sottoscritto, ndr). Pretende che vengano rimossi sia il post originale che i suoi link dai seguenti "siti web" (sic) LinkedIn, FaceBook, Twitter e...».

Insomma uno scontro che sembra destinato a finire in tribunale, che in tal caso dovrà decidere sull’accusa di diffamazione mentre forse lo stesso giudice o un collega dovrà stabilire - se non saranno rimossi dai motori di ricerca i link “incriminati”, come richiesto - se quella cancellazione dal web deve essere compiuta o no. Una richiesta, formulata sulla base di una sentenza della Corte di Giustizia europea, risalente al 2014, che sembra cozzare contro la regola di base del confronto scientifico (“OcaSapiens” stigmatizza la volontà di “censura”) ma che rientra tra i diritti di chi intende tutelare il proprio prestigio, quello dell’università che dirige e i “gradi” acquisiti sul campo anche dai collaboratori. Zauli ha recentemente difeso l’istituzione universitaria dopo la pubblicazione della notizia che due docenti di Unife sono stati segnalati alla Corte dei Conti dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine sul “doppio lavoro”: «L’università è un’istituzione sana, siamo un asset importante del Paese - aveva dichiarato Zauli alla “Nuova” - I nostri professori sono tra i migliori in campo internazionale e si distinguono all’estero».

Sul blog “OcaSapiens” Schneider scrive di aver contattato la Commissione Etica dell’università di Ferrara e di aver ricevuto la seguente risposta: «Gentilissimo Sig. Schneider, con riferimento alla Sua istanza pervenuta in data 15 maggio 2018, Le chiedo cortesemente di inviare a questo indirizzo di posta elettronica ai sensi dell'articolo 15 comma 4 lettera b) del Codice Etico che stabilisce che la Commissione etica operi in base a segnalazioni non anonime, copia del Suo documento d'identità in formato pdf». Ma Schneider ribatte: «Unife aprirà o no un’indagine sulla vicenda?». (gi.ca.)